Un Trump fiducioso sorridente e a tratti sornione è arrivato trionfante a Evian-les-Bains, sul lago Lemano, per un G7 che solo qualche settimana fa si temeva volesse boicottare. Dopo aver chiuso la partita con l’Iran alla vigilia dei colloqui di pace di venerdì a Ginevra Donald parla di guerra finita con l’Iran e mette sul piatto delle priorità l’emergenza Ucraina e la voglia comune di costruire con i Paesi alleati una road map per la pace. Dal palco l’annuncio ufficiale: “Hormuz venerdì sarà completamente riaperto” rinnovando la promessa degli alleati di contribuire alla libera navigazione. Poi sposta il fuoco sul secondo dossier caldo: “È l’ora di concentrarsi sull’Ucraina”.“Ho avuto un’ottima conversazione con il presidente Zelensky e con il presidente Putin e vedo la possibilità di fare qualcosa anche su quel fronte. Credo che entrambi siano aperti a una soluzione”. Lo stesso premier ucraino Zelensky, in arrivo al G7 rilancia con una proposta precisa: un vertice a tre con Trump e Putin negli Stati Uniti. “È un formato che renderebbe molto più difficile al presidente russo rifiutare”, spiega, ricordando come tutti gli appelli finora al Cremlino siano caduti nel vuoto. Sarà questo infatti il tema cruciale di oggi, seconda giornata del G7. Il Tycoon ne approfitta poi per rivendicare il memorandum con l’Iran come un documento potente paragonandolo a quello terribile siglato nel 2015 sotto l’amministrazione Obama. Poi torna a scherzare al fianco di Emmanuel Macron, tornato a definirlo “amico speciale” dopo le frecciate di mesi fa, Trump annuncia anche la serata di mercoledì a Versailles come chiusura del vertice. Sui fatti concreti la palla passa poi nall’Europa. Macron detta la linea e la strategia da seguire prima di tutto guardando le priorità, in primis la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi. Sul piatto gli intenti comuni e le azioni militari congiunte tra Francia e Gran Bretagna pronte a guidare una missione nello Stretto con il sostegno di Olanda e Italia. Da oggi infatti sono in partenza per il Golfo caccia per missioni di ricognizione, in 48 ore fregate e portaerei occuperanno i territori. E se la pace si costruisce anche con le portaerei, non solo con i tweet, e questo è lo stile trumpiano, il G7 però resta un vertice di intenzioni. Il dato di fatto è che Hormuz riaprirà solo se venerdì il memorandum USA-Iran verrà applicato davvero. L’Ucraina ripartirà solo se Putin accetterà il tavolo a tre proposto da Zelensky. Per ora Trump ha riconquistato la scena tra diplomazia e spettacolo, ma la pace quella vera resta da scrivere sicuramente dopo il summit dei grandi ad Evian.


