Ucraina a ferro e fuoco, Kiev perde la sua cattedrale. Negoziati  in stallo

martedì, 16 Giugno 2026
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Notte di fuoco in Ucraina, Kiev sotto assedio russo: 50 missili e 582 droni russi abbattuti e un tragico bilancio: è stata colpita anche la cattedrale della Dormizione. Luogo simbolo nella capitale ucraina. Nella notte il Paese di Zelensky ha respinto uno dei raid più massicci delle ultime settimane. L’Aeronautica di Kiev riferisce di 681 vettori lanciati dalla Russia: 70 missili e 611 droni. Ne sono stati neutralizzati 50 missili e 582 droni. L’obiettivo principale era la capitale, ma attacchi hanno colpito anche Dnipro e Kharkiv. Nove vittime accertate. Nonostante la difesa aerea, decine di località sono state colpite. Frammenti sono caduti in numerose aree. A Kiev i raid hanno danneggiato la rete elettrica cittadina. Colpita la cattedrale della Dormizione nel complesso del monastero delle Grotte di Kiev, simbolo religioso e culturale dell’ortodossia slava, patrimonio UNESCO dal 1990. Un drone ha centrato il tetto provocando un grosso incendio e danni all’interno. Colpita anche la rete energetica nella regione di Zaporizhzhia sotto controllo russo, con interruzioni parziali. Le autorità filorusse denunciano danni a infrastrutture strategiche. Sul fronte diplomatico non si arresta il pressing. Zelensky ha parlato 30 minuti al telefono con Trump, affrontando i possibili sviluppi dei negoziati. Per il suo 80° compleanno Trump ha ricevuto una chiamata da Putin, che si dice disponibile a incontrare Zelensky a Mosca. Le Chiese condannano: il metropolita Epifanio parla di: ” crimine contro l’umanità, contro la storia e contro il cristianesimo”.  L’attacco è un chiaro segnale militare e politico. Mosca alza il livello delle operazioni mentre sul tavolo tornano i contatti Trump-Zelensky-Putin. Colpire Kiev e le infrastrutture energetiche serve a logorare la resistenza e a forzare la trattativa. Prendere di mira la Dormizione, ricostruita dopo il 1991 come simbolo dell’Ucraina indipendente, aggiunge la dimensione culturale alla guerra.Il dato resta: 681 vettori lanciati, la difesa ucraina ne abbatte oltre il 90%. Ma anche il 10% che passa fa vittime e danni. La diplomazia riparte con la telefonata per gli auguri di compleanno a Trump e l’invito a Mosca. Tra missili e colloqui, la guerra resta ferma su due binari: escalation sul campo, aperture a parole. La cattedrale brucia. I negoziati arrancano.

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