Don Gallo, una voce che continua a interrogare il presente

giovedì, 18 Giugno 2026
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Ci sono figure che continuano a occupare spazio nel presente anche dopo la loro scomparsa. Non perché vengano celebrate, ma perché le domande che hanno posto restano aperte. Don Andrea Gallo è una di queste. Il Vangelo degli Ultimi, nato dall’incontro tra il sacerdote genovese e lo scrittore Federico Traversa, non si limita infatti a raccogliere un pensiero o una testimonianza: ci regala una visione del mondo. Una visione costruita stando accanto agli emarginati, ai dimenticati, a chi troppo spesso rimane fuori dall’inquadratura della società.

Fin dalle prime pagine il libro si muove con il passo fluido di una conversazione sincera. Non c’è retorica, non c’è la costruzione del mito. C’è piuttosto una voce diretta, concreta, che affronta temi come l’accoglienza, l’inclusione e la giustizia sociale partendo proprio dal contatto con la realtà quotidiana. Ed è così che la spiritualità che ci viene da Don Gallo non appare come un esercizio teorico, ma come qualcosa che prende forma nelle strade, negli incontri e nelle contraddizioni della nostra epoca.

A rendere particolarmente preziosa questa edizione è la presenza di una sezione inedita che raccoglie le testimonianze di amici, collaboratori e protagonisti della cultura italiana. Moni Ovadia (che firma anche una commovente introduzione), Vauro, Dori Ghezzi, Tonino Carotone, Giampiero Gasperini, O’Zulù dei 99 Posse e molti altri contribuiscono a costruire un ritratto corale che evita ogni tono celebrativo. Ognuno porta un ricordo, un dettaglio, una prospettiva diversa, e il risultato è quello di una biografia collettiva composta da molte voci che finiscono per raccontarne una sola.

Interessante anche il dialogo che il libro instaura con il mondo dell’audiovisivo. L’uscita del volume, infatti, è accompagnata dall’uscita di un corto – Osiamo la speranza – di Edoardo Fantini, accessibile tramite QR Code e realizzato con un gruppo di giovanissimi. Il film immagina un Andrea quindicenne nel 1943, durante gli anni della Resistenza: un ragazzo timido e curioso, ancora lontano dall’immagine pubblica che avrebbe accompagnato tutta la sua vita. È un tassello che aggiunge profondità al racconto e che contribuisce a riportare l’attenzione sulle origini di una sensibilità destinata a lasciare il segno.

E così più che un libro sulla memoria, Il Vangelo degli Ultimi è un libro sulla presenza. La presenza degli ultimi, innanzitutto, ma anche quella di una voce che continua a interrogare il nostro tempo. In questo senso il lavoro di Crêuza de Mä Edizioni assume un valore che va oltre la pubblicazione di un volume: diventa un gesto di custodia e di trasmissione. Perché alcune eredità non sopravvivono nei monumenti, ma nelle parole che continuano a essere lette, discusse e messe alla prova dalla realtà.

Vittorio Zenardi 

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