Dopo aver portato all’attenzione nazionale ed europea il tema dell’immigrazione irregolare e delle criticità legate all’integrazione, l’europarlamentare Anna Maria Cisint torna in libreria con un nuovo saggio destinato a far discutere: La minaccia di Allah. Il volume, presentato in anteprima al festival letterario Geografie di Monfalcone, affronta il tema dell’islamismo radicale, della sicurezza europea e delle sfide culturali che stanno attraversando il continente.
Ne abbiamo parlato con l’autrice in occasione dell’incontro promosso a Bolzano da Tania Bergo della Lega, che ha organizzato un evento di approfondimento dedicato proprio ai contenuti del libro.
Onorevole Cisint, perché ha deciso di scrivere “La minaccia di Allah”?
«Perché ritengo che in Europa si stia evitando da troppo tempo un confronto serio su un fenomeno che riguarda sicurezza, integrazione e difesa dei valori democratici. Nel libro analizzo fatti, dati e vicende che mostrano come l’islamismo radicale rappresenti una minaccia concreta e non una semplice questione teorica.»
Il titolo è particolarmente forte.
«È una scelta voluta. Non è un libro contro una religione o contro milioni di persone che professano la fede islamica in modo pacifico. È un testo che distingue chiaramente tra Islam e fondamentalismo islamista. Il problema non è la religione, ma l’utilizzo politico e radicale della religione per imporre modelli incompatibili con le nostre democrazie.»
Quali sono le maggiori criticità che individua?
«L’Europa continua ad affrontare il tema quasi esclusivamente dal punto di vista umanitario. Io credo sia necessario aggiungere una dimensione strategica e di sicurezza. Esistono reti di radicalizzazione, organizzazioni che operano nei quartieri più fragili e fenomeni che non possono essere ignorati per paura di apparire politicamente scorretti.»
Lei è stata sindaco di Monfalcone. Quanto pesa quell’esperienza nel libro?
«Moltissimo. Ho amministrato una città che negli ultimi anni è diventata uno dei casi più studiati d’Europa per la rapidità delle trasformazioni demografiche. Ho visto sul campo problemi, opportunità, errori e limiti delle politiche di integrazione. Questo libro nasce anche da quell’esperienza concreta.»
A Bolzano il tema ha suscitato grande interesse.
«Sì, e credo sia significativo. Ringrazio Tania Bergo e la Lega per aver organizzato e promosso un incontro che ha consentito un confronto aperto e civile. I cittadini vogliono discutere di questi argomenti senza pregiudizi ideologici.»
L’appuntamento bolzanino ha registrato una partecipazione significativa, confermando come i temi della sicurezza, dell’integrazione e dell’identità culturale siano oggi al centro del dibattito pubblico. Con La minaccia di Allah, Anna Maria Cisint aggiunge un nuovo capitolo a una battaglia politica e culturale che porta avanti da anni e che continua a suscitare consenso, critiche e un intenso confronto nell’opinione pubblica italiana ed europea.
In foto Anna Miria Cisint e l’organizzatrice Tania Bergo
(il libro presentato: https://www.lafeltrinelli.it/minaccia-di-allah-islam-politico-libro-anna-maria-cisint/e/9791280132529)



