La strage di Ustica non si archivia: l’Italia vuole la verità  

domenica, 28 Giugno 2026
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Strage di Ustica, basta bugie, basta reticenze: è ora di dire la verità, per quanto sgradevole e pesante questa verità possa risultare, a partire dalla brutta macchia che molto probabilmente comparirà sulla facciata dell’atlantismo.

Ieri, nel 46° anniversario dell’eccidio, una importante notizia è arrivata da Palazzo Chigi: «Il governo – ha fatto sapere una nota della Presidenza del Consiglio- , si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica. L’udienza, nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione, è stata fissata per il prossimo 30 settembre». Palazzo Chigi rende anche noto che «allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari».

Una richiesta di verità è arriva anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La ricostruzione di quanto accaduto – afferma il Quirinale- è rimasta a lungo nebulosa, la via della ricerca della verità, tuttavia, è stata percorsa e ha portato a risultati significativi. Ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno 1980 rimane un dovere irrinunciabile».

Mai, come nel caso della tragedia del DC9 dell’Itavia, le massime istituzioni italiane sono concordi sulla necessità di squarciare il velo delle menzogne che resiste da troppo tempo. La versione ufficiale, offerta all’inizio dai vertici dell’Aeronautica, parlò di «cedimento strutturale» del velivolo, con l’effetto immediato di provocare, all’epoca,  il fallimento dell’Itavia. Poi si parlò di un possibile attentato, compiuto attraverso una bomba collocata a bordo del DC9.

Tutte queste versioni sono state smentite innanzi tutto dalla Corte di Cassazione in sede di giudizio civile. A livello penale, c’è un’inchiesta ancora aperta su possibili depistaggi. E all’archiviazione di questo procedimento si oppone appunto il governo tramite l’Avvocatura dello Stato.

Ma, al di là del profilo giudiziario, la versione ufficiale stata smentita a livello giornalistico da un’infinità di inchieste, a partire da quella di Andrea Purgatori, inchiesta cominciata pochi giorni dopo la tragedia.

Il punto è che la verità tutti la sanno, ma nessuno, nelle altre sfere italiane e occidentali, può dirla: fu un missile a colpire l’aereo con 81 innocenti a bordo nel corso di una battaglia aerea nei cieli mediterranei. Aerei militari della Nato intendevano abbattere un jet su cui viaggiava Muhammar Gheddafi di ritorno da un viaggio a Mosca. L’aereo con il dittatore libico procedeva sulla scia del DC9 dell’Itavia. L’ipotesi più probabile è che il missile killer era a “ricerca termica” e che colpì il velivolo civile italiano per la maggiore quantità di calore che da questo si sprigionava.

Una verità semplice e terribile, che però continua a essere negata agli italiani. Diciamo che tutti i particolari sulla strage li conoscono bene i vertici della Nato, che però si sono ben guardati dal divulgarla.

ùE dire che questi vertici si comportano ultimamente in modo davvero strano. Aprono bocca per dire scemenze pericolose, come nel caso del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha posto l’Italia nel mirino degli ayatollah con le sue sconsiderate dichiarazioni sui decolli degli aerei americani dalle basi in Italia

Poi però questi stessi signori tengono la bocca ben serrata sui segreti più orribili del passato italiano. La sovranità di un Paese comincia dal possesso pieno della verità sulla propria storia. E le ricorrenze come quelle di Ustica ci ricordano che, questo tipo di sovranità, l’Italia è ancora ben lungi dal (ri)conquistarla.

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