È confermata a partire dal primo luglio l’introduzione del nuovo dazio europeo forfettario di 3 euro sui pacchi contenenti merci di valore inferiore a 150 euro acquistate tramite piattaforme di e-commerce e provenienti da Paesi extra Ue.
Le somme derivanti dal dazio saranno destinate al bilancio dell’Unione europea, mentre gli Stati membri tratterranno una quota degli incassi come rimborso delle spese di riscossione. Contestualmente verrà eliminata la storica franchigia doganale per questa tipologia di spedizioni. Il nuovo contributo resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, periodo necessario per rendere pienamente operativo l’Eu Customs Data Hub, ovvero la piattaforma digitale unica destinata a centralizzare la gestione dei dati doganali in tutta l’Unione.
Slitta invece di tre mesi la nuova tassa nazionale sulle spedizioni di commercio elettronico provenienti da Paesi extra Ue di valore non superiore a 150 euro.
La misura, inizialmente fissata dal Consiglio dei ministri per il 1° luglio, entrerà in vigore il 1° ottobre 2026. Il rinvio è stato deciso dal Governo per consentire un migliore coordinamento con il quadro normativo europeo, ancora in fase di definizione.
La tassa nazionale era stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026 con l’obiettivo di coprire i costi amministrativi sostenuti dalle dogane italiane per i controlli sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi.
Parallelamente all’introduzione del nuovo sistema, il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Dogane hanno firmato una convenzione che ha l’obiettivo di rafforzare l’attività di vigilanza sul pagamento effettivo del dazio sulle spedizioni di modico valore. Le ispezioni programmate avranno un incremento significativo, passando da 47 mila nel 2026 a 48 mila nel 2028.
La convenzione introduce inoltre un nuovo sistema di valutazione interna volto a premiare, attraverso una retribuzione più elevata, i dirigenti che svolgono più controlli e ottengono più risultati. Nel dettaglio, verrà introdotto un indicatore specifico dedicato ai mini-pacchi, inserito nel sistema incentivante dell’Agenzia delle Dogane e collegato ai risultati, con un peso di 25 punti.
Ma le verifiche non riguarderanno solo il corretto pagamento dei dazi e dell’Iva ma anche la conformità dei prodotti agli standard europei in materia di sicurezza e tutela ambientale, fattori più volte richiamati dall’Ue per contrastare l’ingresso nel mercato unico di merci non conformi agli standard europei e rischiose per i consumatori.
Secondo le linee guida pubblicate dalla Commissione europea il 2 giugno, il dazio da 3 euro dovrà essere versato indipendentemente dal sistema utilizzato per la riscossione dell’Iva, poiché costituisce un vero e proprio diritto doganale. Questo significa che il contributo si andrà ad aggiungere al valore della merce prima del calcolo dell’imposta sul valore aggiunto.
L’effetto economico per i consumatori varierà in base alle modalità tramite cui verrà presentata la dichiarazione doganale. Nel caso in cui la spedizione venga dichiarata con il sistema semplificato H7, utilizzato solitamente dalle piattaforme di e-commerce per i pacchi di valore inferiore a 150 euro, più articoli possono essere inclusi nella stessa dichiarazione, con l’applicazione di un unico dazio sulla spedizione. Qualora invece i prodotti vengano dichiarati separatamente, ciascuna dichiarazione potrebbe essere soggetta al pagamento del dazio, determinando un aggravio dei costi complessivi per l’acquirente.
Il Codacons stima che il dazio potrebbe costare ai cittadini europei circa 17,7 miliardi di euro l’anno: “Nell’ultimo anno sono entrati in Europa 5,9 miliardi di pacchi di importo inferiore ai 150 euro, spedizioni in arrivo da Paesi terzi che fino ad oggi non erano soggetti al dazio. Secondo i chiarimenti forniti dalla Commissione europea il dazio fisso sarà applicato per articolo merceologico e non per pacco e sarà in vigore fino al primo luglio 2028, data in cui diventa operativo l’hub dati doganali dell’Ue per il commercio elettronico. Questo significa che se un pacco contiene una maglietta di lana di una di cotone, trattandosi di due categorie merceologiche diverse, il consumatore dovrà pagare due volte il balzello per un totale di 6 euro. Cui andrà aggiunta anche l’Iva”.



