Morte del senatore fido di Trump Lindsey Graham: è giallo

lunedì, 13 Luglio 2026
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Una morte che ha lasciato tutti nello conforto e nella grande preoccupazione quella del senatore repubblicano Lindsey Graham deceduto sabato all’età di 71 anni. A comunicarlo il suo ufficio che ne ha dato l’annuncio spiegando che si è trattato di un arresto cardiaco. La famiglia ha chiesto rispetto per la privacy anche se sul decesso emergono nuovi particolari e si suppone che il senatore sia stato avvelenato. Ma chi era Graham? Ripercorriamo le tappe più importanti della sua storia politica. Eletto alla Camera nel 1994 e al Senato nel 2002, Graham era una delle voci più influenti dell’amministrazione Trump e in corsa per un nuovo mandato. Negli ultimi anni era diventato uno dei principali alleati di Donald Trump al Congresso, pur tenendo posizioni autonome soprattutto in politica estera. Solo un mese fa Trump lo aveva sostenuto pubblicamente in un comizio telefonico. Alla notizia della scomparsa, l’ex presidente ha scritto su Truth: «Una delle persone e dei senatori più straordinari che abbia mai conosciuto. Lavorava sempre ed era un vero patriota americano. Lindsey ci mancherà moltissimo. Graham era considerato anche uno dei più convinti sostenitori di Israele a Washington. Il messaggio di cordoglio è arrivato anche da Benyamin Netanyahu. «Lindsey comprendeva che la sicurezza di Israele e quella degli Stati Uniti sono inseparabili». Anche il ministro Itamar Ben-Gvir lo ha ricordato: «Ha sostenuto Israele non perché fosse facile, ma perché credeva che fosse giusto farlo. Il suo sostegno incondizionato gli ha valso l’ammirazione di milioni di israeliani». Con Graham se ne va un ponte tra establishment repubblicano e trumpismo. La sua morte improvvisa, attribuita a un arresto cardiaco, ha riacceso nelle ore successive alcune trame online su cause diverse dal decesso naturale. Al momento l’ufficio del senatore e la famiglia parlano di «breve e improvvisa malattia» e non risulta alcuna ipotesi ufficiale di avvelenamento o atto doloso. La scomparsa lascia un vuoto politico e numerico. Il Senato repubblicano perde uno stratega esperto proprio mentre resta l’incognita sulle condizioni di McConnell, con una maggioranza che rischia di farsi più risicata nell’anno delle midterm. Sul piano internazionale viene a mancare uno dei referenti bipartisan più solidi per Israele e per una linea dura su Russia e Iran. Trump perde un alleato fidato in aula e un mediatore tra ala MAGA e repubblicani tradizionali.Resta da chiarire l’iter ufficiale: al momento non sono stati diffusi referti né è stata aperta alcuna inchiesta. Fino a comunicazioni diverse da autorità mediche e investigative, la causa resta quella indicata dal suo staff. Nel frattempo la South Carolina dovrà indire elezioni speciali per il seggio: il posto resta ma riapre il confronto interno al partito.

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