Sale di nuovo la tensione tra Washington e Teheran. *Donald Trump* ha annunciato al Congresso americano la ripresa delle operazioni militari contro l’Iran: “Colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con Hormuz” e presto anche “l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain”. Poche ore dopo l’annuncio, *Abu Dhabi* ha riferito che due petroliere emiratine, sono state colpite da missili da crociera iraniani nello Stretto di Hormuz, in acque territoriali dell’Oman. Un morto, un membro dell’equipaggio indiano, e 8 feriti, 4 dei quali gravi. Tra i feriti 6 indiani e 2 ucraini. Gli Emirati condannano “una grave violazione del diritto internazionale” e si riservano il diritto di risposta. La Guardia rivoluzionaria iraniana rivendica intanto attacchi in *Bahrein*: “Depositi logistici di armi, centro comunicazioni satellitari ed edificio residenziale delle forze Usa presi di mira”. Nel secondo ciclo di attacchi sarebbero stati colpiti anche la Quinta Flotta, un deposito carburante, un radar Patriot, uno di controllo aereo e un sistema C-Ram. “Il centro di controllo per imbarcazioni a guida autonoma è stato distrutto”. La Giordania comunica di aver abbattuto 4 missili iraniani entrati nello spazio aereo del Paese nelle prime ore di martedì, senza vittime né danni. La guerra torna a essere aperta e stavolta ha Hormuz al centro. Trump rilancia con la forza, Teheran risponde colpendo navi e basi Usa. Il rischio è che lo Stretto diventi il vero campo di battaglia. L’annuncio di Trump segna la fine della fase negoziale. Dopo aver puntato su compensazioni economiche per sbloccare Hormuz, ora la Casa Bianca sceglie l’escalation militare diretta, con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare sia le capacità navali iraniane sia il sito nucleare di Pickaxe Mountain. La risposta di Teheran è immediata e calibrata: colpire gli interessi Usa nel Golfo e le rotte energetiche, senza ancora attaccare il territorio americano. L’affondo contro le petroliere emiratine serve a due scopi: alzare il prezzo del petrolio e testare la tenuta della coalizione anti-Iran. Il morto e i feriti rendono l’episodio difficile da ignorare per Abu Dhabi. Gli Usa mostrano i muscoli con il dispiegamento aereo massiccio e i sistemi di difesa alleati già in azione, come dimostra l’intercettazione giordana. Ma colpire Hormuz significa rischiare di paralizzare il 20% del petrolio mondiale. Ora la partita si gioca su due binari, militare ed energetico. E intanto a Parigi nasce la nuova coalizione dei volenterosi europei, un vero scudo anti missilistico di nove Paesi, tra cui l’Italia, per una nuova e inedita coalizione volta a sviluppare un nuovo passo verso una difesa comune europea.



