La Procura di Milano fischia l’archiviazione per l’Arbitropoli Inter-Rocchi

mercoledì, 15 Luglio 2026
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L’ennesimo scandalo del calcio italiano sembra destinato a sciogliersi sotto il sole estivo.

La Procura di Milano, infatti, mette un primo punto fermo sull’inchiesta ribattezzata “Arbitropoli”.
I magistrati hanno infatti disposto l’archiviazione della posizione dell’Inter, che risultava iscritta nel registro degli indagati, ai sensi della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dai propri dipendenti o collaboratori.

L’iscrizione del club nerazzurro, avvenuta solo di recente e rimasta finora riservata, era collegata alle presunte designazioni arbitrali favorevoli all’Inter attribuite all’allora designatore di Serie A e Serie B, Gianluca Rocchi. Secondo quanto emerso dalle indagini, tuttavia, non sono stati raccolti elementi sufficienti per sostenere l’esistenza di un accordo illecito tra il dirigente arbitrale e la società milanese né per contestare responsabilità dirette al club.

Parallelamente, i pubblici ministeri hanno chiesto l’archiviazione anche della posizione di Rocchi rispetto all’accusa di frode sportiva legata alle presunte designazioni pro-Inter. Nelle valutazioni della Procura le condotte contestate all’ex designatore possono configurare eventuali “interferenze” o comportamenti non conformi alle regole dell’ordinamento sportivo, ma non il reato di frode sportiva.

La vicenda, tuttavia, non si chiude del tutto. Gli atti raccolti dall’autorità giudiziaria milanese saranno trasmessi alla Procura federale della Figc e alla Procura generale dello sport presso il Coni, chiamate a valutare l’eventuale esistenza di illeciti disciplinari o sportivi. Sul piano della giustizia sportiva potrebbero quindi aprirsi ulteriori approfondimenti, anche in assenza di rilievi penali.

Resta inoltre aperto un altro filone dell’inchiesta, quello relativo alle presunte “bussate” alla sala Var di Lissone durante alcune gare di Serie A. Su questo fronte Gianluca Rocchi continua a essere indagato per l’ipotesi di frode sportiva e sarà la Procura di Monza, competente territorialmente, a decidere i prossimi passi dopo il trasferimento degli atti da Milano.

L’inchiesta che per mesi aveva alimentato il dibattito nel calcio italiano e richiamato il ricordo di Calciopoli sembra dunque avviarsi verso un totale ridimensionamento sul fronte penale, mentre resta da capire se la giustizia sportiva riterrà necessario intervenire sulle condotte emerse nel corso delle indagini.

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