La Procura di Milano ha notificato a Daniela Santanchè, parlamentare di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Il provvedimento, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda complessivamente sedici persone e una società, a cui vengono contestate a vario titolo le ipotesi di reato di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dai magistrati Luigi Luzi, Guido Schininà e dall’aggiunto Roberto Pellicano, c’è il dissesto finanziario che ha portato al fallimento delle società Bioera, Ki Group, Ki Group Holding e Umbria srl. Tra le principali contestazioni mosse dagli inquirenti spicca la distribuzione di oltre quattro milioni di euro di dividendi che, secondo l’accusa, non sarebbero dovuti essere deliberati in quanto le disponibilità finanziarie reali non lo consentivano, a fronte di un risultato netto d’esercizio di soli due milioni di euro.
Insieme a Daniela Santanchè, tra i destinatari dell’avviso figurano anche persone della sua cerchia familiare e personale, in particolare la sorella Fiorella Garnero e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzarò.
Questo provvedimento rappresenta per la parlamentare il terzo fronte giudiziario aperto a Milano, andando ad aggiungersi al procedimento sul gruppo editoriale Visibilia e a quello sulla presunta truffa ai danni dell’Inps per la gestione della cassa integrazione durante la pandemia.



