Un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, cittadino marocchino, è morto a Bologna nel quartiere Pilastro mentre due agenti di polizia lo immobilizzavano a terra nel tentativo di ammanettarlo. L’intervento delle volanti era scattato in seguito a segnalazioni di residenti per il forte stato di alterazione dell’uomo. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per accertare dinamica e cause del decesso.
Un video girato da passanti mostra Fakir urlare “aiuto, basta, basta” mentre viene bloccato a faccia in giù, prima di perdere i sensi. Per la prima volta è stata applicata l’articolo 45-bis, la norma introdotta dai recenti pacchetti sicurezza che prevede l’iscrizione degli agenti coinvolti in un registro preliminare separato in presenza di possibili cause di giustificazione legate all’uso legittimo della forza. La Questura ha dichiarato di aver messo a disposizione della magistratura i filmati delle bodycam degli agenti. Le reazioni politiche raccolte da Lo Speciale a Montecitorio.
Morto a Bologna, Tajani: “La valutazione non spetta a me, bisogna sapere cosa è successo”
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, interpellato dai giornalisti a margine dei lavori parlamentari, ha invitato alla prudenza prima di ogni giudizio. “Mi pare che ci saranno delle indagini, si vedrà quello che è successo. La valutazione non spetta a me”, ha dichiarato Tajani. Sul possibile inquadramento del caso come prima applicazione concreta del cosiddetto “scudo penale” per gli agenti, il vicepremier ha frenato: “Non sono un magistrato. Quando il magistrato farà l’inchiesta si vedrà. È tutto a disposizione della magistratura e si vedrà questo”.
Le altre voci politiche: dall’indignazione alla prudenza
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha usato toni netti. “Le immagini che abbiamo visto a Bologna sono angoscianti: vedere un uomo, devo dire inerme, che non rappresentava una minaccia di alcun tipo, essere gettato a terra mentre chiedeva aiuto e poi vederlo morire, è un fatto che deve essere assolutamente accertato”, ha dichiarato il co-portavoce di Europa Verde. “Il decesso è avvenuto di fronte agli occhi non solo dei sanitari, ma nonostante l’insistenza di quei due agenti di polizia. Queste immagini in Italia non le vogliamo più vedere”, ha aggiunto Bonelli.
Sulla stessa linea la collega di partito europarlamentare Benedetta Scuderi, che ha parlato di “sospensione dello Stato di diritto”. “La persona in quel contesto stava chiaramente chiedendo aiuto ed era in difficoltà: si doveva subito intervenire per dare un supporto medico”, ha dichiarato Scuderi, che ha poi attaccato sul piano normativo: “Per colpa dei decreti sicurezza c’è stata subito l’iscrizione al Registro alternativo, quindi non sappiamo neanche se queste persone verranno effettivamente indagate. Nel frattempo una persona è morta e noi abbiamo il dovere e il bisogno assoluto di accertarne le responsabilità”.
Più cauta la posizione della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che ha sottolineato l’interesse delle stesse forze dell’ordine a una piena chiarezza. “Una vicenda dolorosissima e grave. Io credo che sia necessario fare piena luce, e questo nell’interesse innanzitutto delle stesse forze dell’ordine”, ha detto Picierno, aggiungendo di aver accolto positivamente la disponibilità della Questura a consegnare i filmati delle bodycam: “Il mio appello è quello di fare piena chiarezza su un fatto particolarmente grave che merita la trasparenza richiesta in casi drammatici come questi”.
Sulla stessa linea della cautela si è collocato il leader di Azione Carlo Calenda. “Il caso di Bologna è drammatico, ma non sono ancora accertate tutte le condizioni in cui è avvenuto, quindi aspetto l’inchiesta per verificarlo”, ha affermato l’ex ministro, precisando di voler “vedere le risultanze dell’inchiesta prima di esprimere un giudizio definitivo”.
Prudente anche il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri, che ha invitato a non commentare a caldo: “Dobbiamo ancora vedere e capire bene cosa sia successo a Bologna. Io su questo sono molto prudente e non vorrei prendere le cattive abitudini di una destra che commenta i casi di cronaca così a caldo, semplicemente per occupare la scena. Prima capiamo la dinamica dei fatti, poi, come partito, esprimeremo singolarmente le nostre considerazioni”.



