Vannacci e il video AI da imperatore romano che “condanna a morte” Schlein, Conte, Prodi e Boldrini. Il leader M5S: «Incita alla violenza, ma non ci intimorisce»

lunedì, 20 Luglio 2026
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Le note epiche della colonna sonora de Il Gladiatore di Ridley Scott risuonano sullo sfondo dell’antica Roma, ma al posto di Russell Crowe c’è Roberto Vannacci. L’ex generale e oggi leader di Futuro Nazionale è il protagonista di un filmato realizzato tramite Grok AI — l’intelligenza artificiale generativa sviluppata su “X” da Elon Musk — e rilanciato direttamente sul proprio profilo Instagram.

Nel video, Vannacci veste i panni di un imperatore romano seduto sulle gradinate del Colosseo. Al suo fianco figurano la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e la moglie dello stesso generale, Camelia Mihailescu. Con il gesto del pollice verso, il leader dell’ultradestra condanna a morte i suoi principali avversari politici al centro dell’arena, tra cui la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte, l’ex premier Romano Prodi e la deputata dem Laura Boldrini, tutti destinati, nella finzione digitale, a essere sbranati dai leoni.

Il filmato rappresenta l’ultima frontiera della comunicazione social di Vannacci, che strizza l’occhio allo stile virale già utilizzato da figure internazionali come Donald Trump, Elon Musk e Benjamin Netanyahu.

Nel video compaiono diversi dettagli destinati a far discutere. Ad eseguire materialmente la condanna dopo il gesto di Vannacci è Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale già noto alle cronache per un filmato in cui aggrediva un migrante. La moglie del generale, in una delle sequenze, mostra il dito medio, mentre tra gli spalti del Colosseo assistono alla scena figure come Mario Draghi, Roberto Speranza e Beatrice Lorenzin. In un altro estratto apparso sul medesimo profilo, l’imperatore “Vannaccius” infila la mano nella Bocca della Verità uscendone indenne, mentre Prodi e Boldrini figurano con la mano fasciata, in un chiaro richiamo alla leggenda sulla punizione riservata ai bugiardi. Compare infine anche Matteo Salvini, zittito da Ignazio La Russa.

Nonostante il profilo Instagram contenente il video rimandi con un link diretto al modulo di tesseramento di Futuro Nazionale, il braccio destro del generale nega la paternità diretta dell’opera. Massimiliano Simoni, coordinatore di Futuro Nazionale, ha infatti chiarito al Corriere che il video non è stato prodotto da loro e che ne ignorano gli autori materiali, definendolo pura satira e sottolineando come l’ex generale si sia limitato a rilanciarlo.

Le reazioni della politica: attacchi dalle opposizioni e presa di distanza di FdI

La pubblicazione della clip ha scatenato un’immediata bufera politica. Il primo a contrattaccare è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha parlato di un messaggio che incita alla violenza pur senza intimorire l’opposizione, chiamando in causa direttamente i vertici del centrodestra e chiedendo se siano questi gli alleati con cui intendano fare accordi. Dura anche la posizione del Partito Democratico con il capogruppo al Senato Francesco Boccia, che ha definito la clip una forma di comunicazione aberrante e una vera e propria istigazione all’odio che nulla ha a che fare con il confronto democratico.

Pronta la replica ironica di Roberto Vannacci, che ribatte: «Conte strilla come cornacchia per video palesemente irreale. Prima bisognava stare attenti a salutare un amico perché si rischia di essere accusati di aver fatto il saluto romano. Ora dobbiamo nascondere i pollici — ironizza — non si può escludere che anche per questo si arrivi ad approvare una nuova legge Scelba-Mancino». Nel frattempo, ha preso le distanze anche Fratelli d’Italia tramite Lucio Malan, capogruppo al Senato, il quale ha giudicato singolare la richiesta delle opposizioni di far commentare alla premier un video di un partito avversario, specificando che si tratta di un messaggio e di uno stile che non appartengono alla loro forza politica.

Le prospettive elettorali

Il caso esplode in un momento delicato per i rapporti a destra. Proprio di recente, Vannacci ha aperto alla possibilità di un’intesa elettorale con Fratelli d’Italia, ponendo tuttavia la condizione di un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile, indicando nella stretta sull’immigrazione uno dei punti irrinunciabili del programma.

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