Piantedosi usa la linea dura nella difesa delle istituzioni e sul caso della morte del quarantenne marocchino Abderrahim Fakir deceduto ieri a Bologna, il ministro dell’Interno difende l’operato degli agenti coinvolti attaccando chi parla di pregiudizi. “Esprimo dispiacere e grande cordoglio per i familiari” questo l’incipit della sua dichiarazione definendo l’episodio: “Una grande tragedia”. Per il ministro in sintesi non è uno scudo penale quello applicato agli agenti, ma la giusta collocazione di un caso all’interno di un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni. Riguarda persone che sembrano aver partecipato ad un fatto con la presenza di una causa di giustificazione. Questo il succo ma chiaramente è polemica all’interno di maggioranza e opposizione. “Chi ha espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia – ha aggiunto il ministro – non ha fiducia in queste, né nella magistratura”. Peraltro l’episodio è molto documentato da bodycam e altre riprese fatte. Piantedosi è tornato anche sul caso Roggero. “I fatti accertati restituiscono un’applicazione della legge da parte della magistratura. Per quanto riguarda la grazia, non va tirato per la giacchetta il capo dello Stato. C’è però un ampio dibattito, per l’enormità di un caso: una persona che ha difeso il proprio lavoro e la propria famiglia e ora si trova con una condanna penale e civile apparentemente abnorme”. Intanto la maggioranza al Senato stringe. I capigruppo Lucio Malan, Massimiliano Romeo, Stefania Craxi e Michaela Biancofiore annunciano un emendamento al decreto Giustizia e immigrazione: “Nessun indennizzo o risarcimento civile deve essere riconosciuto a chi commette un reato o un’aggressione. Analizzando il giorno dopo dei fatti l’azione di governo possiamo dire che Piantedosi sceglie la linea dura: cordoglio alla famiglia della vittima, ma zero cedimenti sul fronte polizia. La parola “pregiudizio” usata per chi critica serve a spostare il dibattito dal fatto alle persone: o ti fidi delle istituzioni o sei contro. Il riferimento alle bodycam è il punto chiave. Saranno loro a dire se c’è stata proporzione nell’intervento di Bologna. Fino ad allora, il governo incassa e rilancia.Il collegamento con il caso Roggero e l’emendamento anti-risarcimenti mostra la strategia: mettere insieme ordine pubblico, legittima difesa e tutela degli agenti. Un pacchetto che piace alla base del centrodestra, ma che rischia di alzare lo scontro con opposizioni e comitati che in questi giorni parlano addirittura di: “assassinio di Stato”.Il Governo gioca su due tavoli: difendere chi indossa la divisa e dare segnali di pugno duro. Nel mezzo della vicenda i familiari della vittima, la sorella in primis, che chiede giustizia e un quartiere, quello bolognese di Palestro che ha già scelto da che parte stare.
Caso Fakir, pugno duro di Piantedosi: “Chi attacca la polizia non si fida delle istituzioni”
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