Ilaria Salis, paladina del lavoro che licenzia senza giusta causa. Polemica nel centro destra

venerdì, 24 Luglio 2026
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Ilaria Salis firma appelli e presidi, parla di giustizia, diritti, tutela dei lavoratori. Poi arriva la sentenza del Tribunale di Milano e la coerenza vacilla. Il giudice Franco Caroleo l’ha condannata a risarcire oltre 310mila euro: 300.900 per mancati guadagni e 10mila di spese legali. Motivo: il recesso nel febbraio 2025 di due collaboratori, con contratti fino al 2029 e retribuzioni da 2.900 e 3.000 euro. Mansioni strategiche: campagne, eventi, consulenza politica. La causale nell’oggetto: “venir meno del rapporto fiduciario” e “manifesta insoddisfazione”. Nessun tentativo di conciliazione. Il Tribunale ha rilevato la contumacia di Salis e l’assenza di prova della giusta causa. L’eurodeputata di Avs dal canto suo si difende e krespinge tutto: “È una decisione che contesto integralmente e ho già impugnato”. E aggiunge: “Non è stata una scelta arbitraria. Era necessaria per tutelare il mandato e le risorse pubbliche”. Poi l’attacco più duro: “Non ho potuto difendermi, la notifica non mi è mai pervenuta. Sarebbe bastata una Pec. Confido nell’appello”. In sintesi e alla luce dei fatti possiamo dire che anche stavolta la politica si gioca anche sulle buste paga. Difficile fare la paladina degli ultimi se il giudice ti condanna per averli messi alla porta dall’oggi al domani. Le reazioni soprattutto dal centro destra non tardano. Il ministro Salvini si limita a dire: “Spiace”.Mentre il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: “C’è chi difende il lavoro e i lavoratori con le chiacchiere e chi, come Ilaria Salis, sceglie persino di umiliarli. Licenziare senza giusta causa i propri collaboratori è un atto meschino che mette alla porta persone dall’oggi al domani e che non permette loro il tempo per riorganizzare la propria vita. Per fortuna, il diritto del lavoro esiste e viene applicato, diversamente dalle occupazioni abusive di casa altrui, così Ilaria Salis è stata condannata a risarcirli con oltre 300mila euro. Era facile fare la paladina degli ultimi a chiacchiere, un po’ più difficile mettere in pratica le belle parole. Le parole valgono. I contratti anche.

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