Bologna divisa tra memoria e cantieri. Il sindaco Matteo Lepore respinge le critiche e taglia corto: la piazza del 2 Agosto non c’entra con le tensioni avvenute al Pilastro. Ma le proteste contro il Museo dei Bambini e le scritte minacciose sul circolo Pd infiammano la città. Il nodo è il cantiere del Museo dei bambini al Pilastro. Nelle ultime settimane cortei, scritte sui muri, vetri rotti e cori contro il sindaco hanno segnato le proteste di comitati e attivisti contrari all’opera da 6 milioni di euro. Durante la manifestazione sono arrivati slogan durissimi: “Le sedi del Pd si chiudono col fuoco, ma con Lepore dentro se no è troppo poco”. Sui muri del circolo Pd “2 Agosto 1980” sono comparse anche scritte violente e accuse gravissime: “Lepore muori” e “Comunisti merda”. Episodi che la segretaria Pd bolognese definisce gravi e intollerabili. È in questo clima che Lepore interviene e separa i piani. Risponde alle critiche sul 2 Agosto chiarendo che nella piazza non c’è nessun legame con i fatti del Pilastro. L’obiettivo è spegnere il cortocircuito tra la memoria della strage avvenuta nella periferia bolognese e le proteste urbanistiche. Dall’opposizione l’attacco è politico. Forza Italia, parla di teorema politico pericoloso sottolineando che: “Chi semina vento, alla fine, raccoglie tempesta”. L’accusa secondo la maggioranza al governo è di: “Un’amministrazione che ha smarrito l’equilibrio tra ideologia e realtà” e che ora si trova a giustificare l’abbattimento di alberi sani dopo anni di fanatismo ecologista. Il malumore non è solo al Pilastro. Nei mesi scorsi Lepore è finito nel mirino anche per i 128mila euro spesi per il verde in centro, con esposti e accuse pesanti di Lega alla Corte dei Conti e di FdI ad Anac. Il sindaco replica rivendicando le scelte: “Quando si aprono cantieri dopo anni, si mette nel conto che ci siano persone che non condividono”. Lepore prova a tenere insieme due città che faticano a parlarsi: quella della Bologna con la memoria antifascista e quella dei quartieri che contestano cemento e cantieri. Separare il 2 Agosto dal Pilastro è un gesto politico per evitare contaminazioni tra una tragedia nazionale e una protesta locale.Il rischio però è che la distanza appaia tecnica. Le proteste al Pilastro non sono nate dal nulla: sommano disagio per l’abbattimento degli alberi, percezione di decisioni calate dall’alto e un clima già teso per sicurezza e lavori pubblici. Le minacce e i vandalismi al circolo Pd aggravano il quadro. Lepore punta tutto sulla linea: cantieri e trasformazione che pagheranno. Ma con consensi in calo e opposizione che parla di :“sindrome del abbiamo vinto e facciamo quello che ci pare”, il sindaco bolognese dovrà decidere se insistere con la forza o aprire un tavolo vero con i quartieri.
Bologna, Lepore: “2 Agosto e Pilastro, nessun legame”
Articoli correlati
domenica, 18 Ottobre 2026
Francia, Macron: “Non confondere rivendicazioni legittime con chi distrugge e saccheggia”
domenica, 18 Ottobre 2026
The Strokes, a Bologna anche ‘Bella ciao’ per una band che non vuole piacere a tutti i costi
