C’eravamo tanto amati ma ora chissà. La tregua vacilla tra PD e pentastellati. A distanza di mesi dalla foto di unità a Piazza Barberini, Elly Schlein mette un paletto: “Non funziona così”. Al leader 5 Stelle che spinge per le primarie immediate, la segretaria dem risponde: “Prima si scrive il programma, poi si sceglie il candidato. Lo scontro è esploso sull’ordine dei fattori. Conte in queste settimane sta accelerando sulla scelta del frontman del campo largo, rivendicando il metodo delle primarie come garanzia democratica. Schlein frena. Secondo quanto ricostruito, la posizione dem è chiara: serve prima un progetto condiviso, con contenuti su sanità, caro vita e lavoro, e solo dopo aprire la partita della leadership. “Non stiamo partendo da zero – aveva detto Conte – abbiamo già una base di programma da completare”, e Schlein aveva annuito. Ora però la segretaria chiede di chiudere quel percorso prima di trasformarlo in una gara. Il nodo è politico e personale. E se i sondaggi parlano chiaro e danno Schlein in vantaggio nelle primarie con il 41% tra chi voterebbe di sicuro, contro il 26% di Conte. Conte dal canto suo spinge per anticipare i tempi per restare centrale e apparire garante del metodo. Nel frattempo il campo largo prova a tenere. Al tavolo ci sono anche Avs che chiede contenuti netti, mentre Italia Viva cerca di non essere ridotta a ospite scomodo. Il problema, come ammettono gli stessi protagonisti, non è mettere tutti nella stessa foto. È decidere chi detta la linea e chi guiderà. Sullo sfondo c’è la possibile riforma elettorale. Se passerà l’obbligo di indicare il premier in scheda, la coalizione sarà costretta a scegliere il nome mesi prima del voto. “Prima il programma, poi le primarie” è la formula con cui Schlein prova a blindare il PD. Tradotto e facendo una micro analisi di quello che sta succedendo nei palazzi in queste ore: niente corsa al nome finché non si sigillano i contenuti, per evitare che il campo largo si spacchi sulla leadership come è successo nel 2022. Conte invece gioca d’anticipo. Sa che se si arriva alle primarie subito, il voto sociale e la sua riconoscibilità pesano. Se si parte dal programma, rischia che sia il PD il partito più grande, a dettarne i tempi e i temi della politica.



