La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno pubblicato sui rispettivi canali social una dichiarazione congiunta sull’immigrazione e sul futuro dell’Europa. Il messaggio arriva all’indomani dell’escalation diplomatica tra Roma e Madrid, dopo che il governo Sanchez ha sospeso il trattato di Schengen con l’Italia in risposta alla decisione analoga adottata dal governo Meloni, a seguito della crisi di Ceuta — l’enclave spagnola nel nord Africa al confine con il Marocco — travolta nelle scorse ore da decine di migliaia di migranti, la gran parte dei quali è stata rimpatriata dalle autorità spagnole in poche ore.
Il messaggio di Meloni e Frederiksen su immigrazione
Le due leader hanno scelto di presentarsi con una foto congiunta su Instagram, sottolineando fin dall’apertura la distanza politica che le separa. “Proveniamo da posizioni politiche molto diverse e certamente non siamo d’accordo su tutto”, hanno scritto. “Siamo le uniche due donne a capo di un governo nell’UE. Una di noi guida un grande Paese del Sud; l’altra, un piccolo Paese del Nord. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa”.
Il cuore del messaggio riguarda la gestione dei flussi migratori. “Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa”, hanno dichiarato Meloni e Frederiksen. Le due premier hanno rivendicato un risultato già ottenuto sul piano giuridico: “Insieme siamo riuscite a modificare gli equilibri nell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri che commettono reati gravi. Di conseguenza, ora dovrebbero aumentare le espulsioni”.
Sul piano operativo, le due leader hanno indicato la direzione da seguire. “Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno”, hanno precisato. Meloni e Frederiksen hanno però avvertito che le misure sul controllo dei flussi non sono sufficienti da sole: “Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa”.
La dichiarazione si chiude su un passaggio di carattere identitario. “Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo”, hanno scritto le due premier. “Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione”.
Le due leader hanno concluso ribadendo l’impegno comune: “È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità”.



