Nei fondali dell’Elba spuntano un dolium e i resti di un relitto

Le scoperte subacquee della Soprintendenza con i carabinieri
mercoledì, 12 Agosto 2026
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Roma, 12 ago. (askanews) – I fondali dell’Isola d’Elba regalano nuove scoperte. Durante le attività di monitoraggio del patrimonio archeologico subacqueo promosse dalla Soprintendenza ABAP (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) per le province di Pisa e Livorno, con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, sono emersi un dolium di età romana, ovvero un grande contenitore in terracotta usato nell’antichità per trasportare o conservare vino, olio, grano o legumi e i resti di un possibile relitto.Il reperto potrebbe essere collegato alle cosiddette navi a dolia, imbarcazioni mercantili usate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per il trasporto del vino sfuso lungo le principali rotte commerciali del Tirreno. Mentre il relitto, lungo circa cinque metri e largo due, quasi completamente ricoperto dalla mucillagine, è oggetto di studio. Sono stati trovati elementi strutturali lignei e chiodi in bronzo, ma la datazione resta per ora incerta: potrebbe collocarsi tra la tarda antichità e il Medioevo.È dallo scorso maggio che viene studiata in particolare l’area marina tra il canale di Piombino e le isole dell’arcipelago toscano, per verificare la conservazione dei siti sommersi e dei reperti già censiti e le nuove segnalazioni che arrivano spesso dai sub. Il mare dell’Arcipelago Toscano è un eccezionale giacimento di beni archeologici e la Soprintendenza prevede per l’autunno 2026 una nuova campagna di indagini subacquee.

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