La Finlandia si aggiunge alla lista dei Paesi europei pronti a trasferire richiedenti asilo verso l’Italia in applicazione del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Interni di Helsinki, Satu Sisatto, precisando che i trasferimenti sono “attualmente in fase di preparazione”. Prima di Helsinki, anche Germania, Svizzera e Austria avevano annunciato la ripresa dei rientri verso Roma.
Il quadro si inserisce in un contesto di crescente pressione sull’Italia, che secondo gli ultimi dati Eurostat è il Paese che nel 2025 ha ricevuto il maggior numero di richieste di ripresa di migranti da altri Stati Ue: 24.152, con soli 85 trasferimenti effettivamente accettati.
Migranti Finlandia contro Italia, la posizione di Helsinki
Il portavoce del ministero degli Interni finlandese, Satu Sisatto, ha spiegato che la base giuridica per la ripresa dei trasferimenti è l’entrata in vigore del Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (AMMR). “Riteniamo che l’entrata in vigore del Regolamento consenta la ripresa dei trasferimenti verso l’Italia, e tali trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione”, ha dichiarato Sisatto.
Il portavoce ha precisato che per Helsinki il rispetto delle norme comunitarie è non negoziabile. “Per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue adempiano ai propri obblighi ai sensi del Patto”, ha detto Sisatto, aggiungendo che “la cooperazione e il dialogo con l’Italia sono continuati nel corso degli anni”.
Sul piano interno, il partito di coalizione al governo in Finlandia sta elaborando un nuovo programma di politica migratoria in vista delle prossime elezioni parlamentari. Il documento, atteso per l’inizio di settembre, punta a inasprire significativamente le norme sull’immigrazione per motivi umanitari, con l’obiettivo dichiarato di selezionare maggiormente gli ingressi e ridurre la quota di immigrazione considerata — secondo Helsinki — un onere per l’economia nazionale.
Il braccio di ferro Roma-Berlino
Sul fronte dei cosiddetti “dublinanti” resta aperta la disputa tra Italia e Germania. I dati Eurostat indicano che Berlino è il Paese che ha inviato il maggior numero di richieste di trasferimento “in uscita” nel 2025: 35.993, con 5.377 trasferimenti poi effettivamente avvenuti.
Al centro del contenzioso c’è l’interpretazione del Patto europeo, entrato in vigore il 12 giugno scorso. Roma sostiene che l’entrata in vigore abbia determinato una sanatoria sui migranti secondari, azzerando il conteggio delle persone da accettare dalla Germania antecedentemente a quella data. Berlino ha una lettura diversa e ha chiesto all’Italia di riprendere tre migranti arrivati prima del 12 giugno. Il Patto mantiene il principio per cui l’esame delle domande di asilo rimane a carico del Paese di primo ingresso, accelera le procedure di trasferimento, ma amplia le eccezioni — tra cui i legami familiari — che possono spostare la responsabilità verso un altro Stato membro.
Matteo Renzi contro la Meloni
Sul caso è intervenuto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, con un post sui social. “Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia”, ha scritto Renzi, aggiungendo: “Hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci”.



