Botta e risposta a distanza tra Palazzo Chigi e il Nazareno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non lascia cadere l’affondo della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che aveva bollato come “boomerang” la politica sui migranti del Governo dopo gli ultimi sviluppi internazionali, e replica a stretto giro sui social.
In un post pubblicato su Facebook, la premier passa al contrattacco: difende l’operato dell’esecutivo, rivendica come un trofeo il rigetto di circa 80mila richieste di presa in carico da altri Stati membri Ue dal 2023 a oggi e rilancia sulla distinzione, definita cruciale, tra lo spazio Schengen e il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo.
La replica arriva a stretto giro dopo le dichiarazioni della leader dem, che aveva imputato al Governo un fallimento nella gestione dei flussi migratori. Meloni non ci sta, respinge le accuse al mittente e ribalta la narrazione: il nuovo quadro normativo europeo, sostiene, è un vantaggio conquistato per l’Italia, non una sconfitta da nascondere.
Meloni bacchetta Schlein: “Schengen e Patto su Migrazione e Asilo sono due cose diverse”
Meloni prende le distanze dalla lettura offerta da Schlein e rimette in fila i termini del confronto, accusando la segretaria dem di confondere temi che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro. “Elly Schlein parla di ‘boomerang’ e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla”, ha scritto Meloni.
“Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti ‘Dublinanti’”, ha aggiunto.
“Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”, ha dichiarato la presidente del Consiglio.
I numeri: 80mila richieste respinte dal 2023
Sul piano dei numeri, Meloni rivendica i risultati ottenuti nella fase precedente all’entrata in vigore delle nuove norme. “Questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e, infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano”, ha precisato.
“Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori”, ha affermato Meloni.
La strategia: “La priorità resta il contrasto all’immigrazione illegale di massa”
Nel finale del post, la presidente del Consiglio delinea le linee d’azione che il Governo intende portare avanti. “La priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire”, ha concluso Meloni.


