Con i prezzi di benzina e gasolio ai massimi e la scadenza del taglio delle accise sul diesel fissata per il 24 agosto, torna al centro del dibattito europeo l’ipotesi di intervenire sugli utili delle compagnie petrolifere. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto di valutare l’introduzione di un prelievo comunitario sugli extraprofitti del settore, con l’obiettivo di destinare le nuove risorse a consumatori e imprese alle prese con il caro-energia.
La proposta è stata formalizzata attraverso una lettera congiunta firmata dai ministri delle Finanze dei sei Paesi. Il documento è stato indirizzato al ministro delle Finanze irlandese, rappresentante del Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea. I governi chiedono che la questione venga inserita nell’agenda della prossima riunione dei ministri delle Finanze europei, prevista il mese prossimo a Dublino.
L’idea prevede un’imposizione a livello europeo sui profitti considerati eccezionali realizzati dalle compagnie petrolifere. Le entrate aggiuntive potrebbero essere utilizzate per finanziare interventi destinati alle famiglie e alle aziende maggiormente penalizzate dall’aumento dei costi dell’energia. Il principio sarebbe quindi quello di trasferire una parte delle maggiori risorse generate dal settore verso le categorie che stanno sostenendo il peso dei rincari.
Sul fronte italiano, intanto, si avvicina una scadenza importante. Il taglio delle accise sul gasolio, pari complessivamente a 17 centesimi al litro considerando anche l’Iva, resterà in vigore fino alla mezzanotte del 24 agosto. La misura era stata introdotta dal Governo alla fine di luglio e successivamente prorogata nei primi giorni di agosto, con uno stanziamento di 245 milioni di euro.
Dal 25 agosto potrà invece essere utilizzato il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”. Il sistema permette di destinare parte del maggior gettito Iva generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio alla riduzione temporanea delle accise sui carburanti. Un meccanismo già utilizzato a fine luglio, quando il governo aveva disposto una riduzione dell’accisa sul gasolio per due giorni attraverso le maggiori entrate Iva.
Nel frattempo, i prezzi alla pompa continuano a salire. Secondo le rilevazioni del Mimit, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto 2,008 euro al litro, mentre in autostrada il costo medio arriva a 2,085 euro. Per il gasolio si registrano invece 2,128 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,200 euro in autostrada.
L’aumento dei prezzi ha riacceso anche lo scontro politico. La maggioranza rivendica l’iniziativa europea sugli extraprofitti, mentre dall’opposizione vengono richiesti interventi più strutturali, a partire dal ricorso stabile alle accise mobili. Il Movimento 5 Stelle ha inoltre sollecitato un Consiglio dei ministri straordinario.
Le associazioni dei consumatori chiedono invece di mantenere le misure di sostegno e di individuare nuove risorse, indicando proprio negli extraprofitti del comparto energetico una possibile fonte di finanziamento. Il tema del caro-carburanti torna così al centro del confronto, mentre milioni di automobilisti si preparano ad affrontare la nuova fase dopo la scadenza del taglio delle accise.



