Gli interrogatori dei presunti esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, si svolgono oggi nel carcere di Rebibbia. L’attacco esplosivo era avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2025. Quattro gli indagati complessivi, tre dei quali attualmente detenuti e una donna ai domiciliari perché in stato di gravidanza.
A Rebibbia sono previsti oggi gli interrogatori di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, su richiesta del pubblico ministero. Per Marika De Filippis, agli arresti domiciliari in quanto incinta, l’audizione verrà fissata in una data successiva e si terrà presso la caserma dei carabinieri della sua località di residenza.
Attentato a Ranucci, le parole dell’avvocato Pagliarulo a Rebibbia
“Oggi i nostri assistiti risponderanno alle domande del pubblico ministero che ha richiesto i due interrogatori”, ha dichiarato l’avvocato Generoso Pagliarulo, che difende gli indagati insieme al collega Antonio Falconieri. Entrando nel penitenziario romano, Pagliarulo ha espresso riserve sulla misura cautelare applicata ai suoi assistiti. “Secondo noi già da tempo non dovrebbero stare in carcere. Non vedo un pericolo di fuga e il pericolo di reiterazione può essere salvaguardato con misure meno afflittive”, ha dichiarato il penalista.
Il legale ha poi articolato la posizione della difesa sul punto: “Non sussistendo secondo la nostra valutazione l’aggravante del 416-bis, in attesa del processo non vedo perché debbano stare in carcere: la riteniamo veramente una misura residuale che, con la situazione carceraria attuale, è doppiamente afflittiva. Gli arresti domiciliari non sono la libertà, ma una cautela più congrua. I miei assistiti si sentono sovrastati, vorremmo un po’ più di serenità per valutare obiettivamente la loro posizione”, ha concluso Pagliarulo.
Centrale, nella strategia della difesa, la questione dell’aggravante del metodo mafioso. “Riteniamo che non ci sia l’aggravante mafiosa, ma che già da tempo sia caduta. L’interrogatorio darà un contributo decisivo alla valutazione dei magistrati”, ha spiegato l’avvocato.
Gli indagati devono rispondere, stando alle contestazioni attuali, di strage, detenzione di materiale esplosivo e danneggiamenti. “I nostri assistiti forniranno la loro versione dei fatti per chiarire qual era la loro posizione e i confini del mandato”, ha precisato Pagliarulo.



