Nuova svolta nelle indagini nel rogo di Crans Montana in Svizzera che è costato la vita a molti ragazzi perlopiù adolescenti nel Capodanno di due anni fa. A quanto pare e dalle ultime indiscrezioni il Comune svizzero sapeva. Sapeva che la schiuma fonoassorbente del Constellation era una trappola infiammabile e lo aveva messo nero su bianco. Lo rivela una mail interna finora rimasta fuori dagli atti dell’inchiesta sulla strage di Capodanno che ha ucciso 41 ragazzi, sei italiani, e ferito gravemente altri 115. A scriverla, sarebbe stata Rose Marie Clavien, responsabile dell’edilizia comunale dal 2017 al 2024. Nella mail avvertiva i colleghi: “Attenzione alla schiuma usata per l’isolamento acustico del locale, può provocare un rogo”. Poche parole ma decisive. Convocata la scorsa settimana a Sion come persona informata sui fatti, davanti a quelle righe Clavien si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Ora la dipendente comunale è la diciassettesima indagata. Una conferma agghiacciante che si aggiunge a un’altra mail già agli atti: quella del 13 dicembre 2019 in cui la proprietaria Jessica Moretti scriveva a una dipendente di fare attenzione alle fontane pirotecniche perché: ”Se le scintille raggiungono la schiuma, il Constellation si brucerà”. Interrogata il 5 giugno, Moretti ha detto che si trattava di “ pura ironia”. Alla luce dei fatti ed esaminando le ultime con questa seconda mail cade dunque la tesi dell’incidente imprevedibile. Non era solo la gestione privata a conoscere il rischio, era l’ente pubblico che doveva controllare. Se chi ha la delega all’edilizia segnala un pericolo e poi nulla accade, non siamo più davanti a una negligenza ma a una colpa organizzativa. La Svizzera perfetta, quella dei controlli rigorosi, ha lasciato che per anni un locale rivestito di benzina solida ospitasse centinaia di ragazzi a Capodanno. Ora l’inchiesta si allarga all’intero edificio che ospitava il Constellation e le colpe e le responsabilità aumentano a macchia d’olio come se non bastasse. Ma nessuno darà indietro alle famiglie le giovani vittime di una tragedia che poteva essere sicuramente evitata.


