Vittoria Afd. Quando certi sovranisti sono più liberal della sinistra woke e Pro-Pal

martedì, 8 Settembre 2026
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“Onda nera, nazisti al potere, cattiva notizia, vince l’odio”: le letture politiche e molto ideologiche, dalla stampa alle tv, ai social, cui stiamo assistendo da giorni riguardo la vittoria di Afd in Sassonia, lasciano da un lato, stupiti; dall’altro, negativamente indifferenti.
In malafede, è la solita solfa antifascista; in buona fede, si tratta del disperato tentativo di ricondurre una nuova fase politica che sta investendo e travolgendo la storia dei popoli e degli Stati, a categorie superate. Categorie del Novecento. Come si fa a non capire che sta crollando un mondo vecchio e sta iniziando la costruzione per altro cruenta, radicale, di un mondo nuovo? E noi oggi purtroppo stiamo vivendo nel mezzo, in una caotica terra di nessuno.
Quello che non bisogna fare, però, quando vincono le destre, è limitarsi a parlare di rabbia, paura, voto di protesta, solo per ridimensionare un fenomeno ultra-continentale (Usa, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Italia etc), che fa il paio con il fallimento della globalizzazione in ogni sua declinazione e articolazione (economica, sociale, culturale).
E’ vero che il consenso dato ai sovranisti europei in netta ascesa ovunque, è figlio di vari fallimenti altrui: l’impoverimento del ceto medio, dei lavoratori, il tramonto del Welfare (le tutele e le garanzie), la gestione dell’immigrazione, la regressione delle identità nazionali; ma è anche vero che c’è qualcosa di più profondo ed estremo. Che sta facendo saltare equilibri e schemi cristallizzati da secoli.
E’ l’ultima parabola dello scontro “alto-basso”, popoli contro establishment: l’attacco definitivo ad un modello liberal-parlamentare in crisi (di consenso, credibilità, autorevolezza, efficienza).
E’ la risposta e la reazione ai Palazzi istituzionali ordinari che hanno appalesato ormai l’inutilità degli inciuci e delle condivisioni partitiche, tra una destra sbiadita e una sinistra che ha perso inesorabilmente la sua ragione sociale.
Per non parlare di una curiosa e importante “eterogenesi dei fini”. Prima anomalia a destra: i sovranisti sono uniti contro gli avversari comuni (questa Europa, la globalizzazione, la cultura woke, il pensiero unico laicista, la cancel culture, l’immigrazione illegale e di matrice islamista), ma poi, al contrario, alla luce dei superiori interessi nazionali, spesso confliggono tra loro (si è visto con Ceuta).
La loro eterogeneità ci porta a considerare anche la seconda anomalia che affligge la sinistra. Il composito Dna sovranista sta aggiungendo un ulteriore tassello al flop narrativo progressista. Come ho detto prima, la sinistra etichetta ossessivamente i sovranisti come fascisti, nazisti, omofobi, xenofobi e illiberali.
Invece, tali marchi di infamia vengono smentiti dalle biografie dei leader “nemici”: guarda caso Alice Weidel, il capo di Afd, vive con una donna, ha adottato i suoi figli; e guarda caso il suo partito è per l’homeschooling, o istruzione parentale. E guarda caso alcuni nostri sovranisti, come il Generale Vannacci non sono per la Palestina, ma per Israele, così come i francesi, la destra olandese e Vox spagnola sono liberisti in economia. Stesso discorso per Nigel Paul Farage. Per non parlare di Trump.
Insomma, il “populismo sovranista globale” combatte unito contro l’immigrazione, per la sicurezza delle città e l’identità nazionale. Ma in quanto a visione economica e diritti civili ogni partito la pensa a modo suo.
Il primato della destra sociale, statalista e cattolica è una peculiarità quasi esclusivamente italiana.
Quindi, la sinistra politica, intellettuale e giornalistica nostrana nel goffo tentativo di ridicolizzare e demonizzare l’avanzata sovranista in Europa e da noi, continua a sbagliare. Con un effetto grottesco e drammatico rispetto alla sua origine ideologica: con la postura woke, la mistica degli ultimi e dell’accoglienza, la tifoseria Pro-Pal, rischia di subire il “cavallo di Troia” della migrazione islamista, che sui diritti civili, le donne, il rispetto e lo Stato laico, è molto più nazista dei cosiddetti nazisti.

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