Il Tribunale del Lavoro di Roma ha fissato per il 25 settembre l’udienza sul ricorso d’urgenza presentato dal giornalista Sigfrido Ranucci contro la Rai, che lo ha rimosso dalla conduzione di “Report” per l’affaire Lavitola e per aver, a loro avviso, diffuso materiale sensibile dell’azienda. Il procedimento, coordinato dall’avvocato Roberto De Vita, si svolgerà davanti alla terza sezione e si fonda sull’articolo 700 del codice di procedura civile, lo strumento cautelare che consente di chiedere provvedimenti immediati in caso di pregiudizio imminente.
Nel ricorso, i legali di Ranucci contestano le motivazioni del provvedimento aziendale, ritenute carenti, e denunciano demansionamento e discriminazione. L’obiettivo dichiarato è il reintegro del giornalista alla conduzione del programma di Rai 3 prima dell’avvio della nuova stagione, previsto per l’8 novembre.
Ranucci contro la Rai, la richiesta in udienza
Il collegio difensivo chiede al giudice di sospendere “in via immediata” il termine di trenta giorni — con scadenza il 27 settembre — entro cui Ranucci dovrebbe esercitare l’opzione tra i tre incarichi alternativi proposti dalla Rai con la comunicazione del 28 agosto. La sospensione è richiesta fino alla definizione del procedimento cautelare.
I legali chiedono inoltre al tribunale di inibire alla Rai di procedere unilateralmente all’assegnazione degli incarichi o di dare “comunque esecuzione definitiva alla procedura di ricollocazione”. Nel merito, il ricorso chiede di “accertare e dichiarare in via provvisoria la nullità e comunque l’illegittimità del provvedimento” e di reintegrare Ranucci “nelle mansioni di autore e conduttore” di “Report” “già nell’immediato e comunque prima dell’avvio delle trasmissioni della nuova stagione”.
Il rischio per la Rai che Ranucci possa riavere il posto e scalzare la nuova coppia Di Pasquale – Piervincenzi non è così remoto e anche nel cda della Rai sicuramente se ne è parlato, benché la scena se l’è presa l’addio anticipato da dg di Roberto Sergio. Resta evidente che per com’è stata gestita la vicenda il clima non sia dei più sereni nel servizio pubblico.
Le parole di Corsini sul provvedimento disciplinare
A margine dell’udienza si inserisce anche l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di Ranucci da parte dell’azienda, avvenuto a poche ore dalla presentazione del ricorso. Il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, interpellato sulla vicinanza temporale tra i due eventi, ha tenuto a precisare i limiti del suo ruolo: “Non posso rilasciare dichiarazioni su questa posizione perché le procedure disciplinari passano per le Risorse Umane e l’Organizzazione. Non è mia competenza questo tipo di intervento, io mi occupo di aspetti editoriali”, ha dichiarato.
Sulla coincidenza temporale, Corsini ha precisato: “Penso sia solo un caso. Sono procedimenti che richiedono tempo.” A chi gli chiedeva se la situazione fosse ormai irrecuperabile, il direttore ha risposto: “Ranucci è una risorsa di questa azienda, un dipendente, un vicedirettore ‘ad personam’, un giornalista, una firma. Però la valutazione si è spostata su un piano legale e disciplinare che non mi attiene.”
Corsini ha quindi ribadito la propria prospettiva sul piano strettamente editoriale: “Io ho fatto le mie scelte editoriali tempo fa e stiamo lavorando: l’8 novembre torna “Report” in prima serata su Rai 3 la domenica, con la replica il sabato pomeriggio. Questo vi posso dire, perché è quello di cui mi occupo, sinceramente”, ha concluso.



