Decreto scuola dal tetto del 30% agli stranieri in classe fino al divieto di velo, tutte le novità | Video

giovedì, 24 Settembre 2026
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge scuola che introduce misure sull’integrazione degli studenti stranieri, nuove denominazioni per gli istituti tecnici e professionali, interventi sul welfare studentesco e misure di semplificazione amministrativa. Il provvedimento, illustrato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in conferenza stampa, tocca diversi ambiti del sistema scolastico italiano, dall’obbligo di corsi di italiano per i genitori stranieri con barriere linguistiche fino alla rinomina degli istituti tecnici in “licei tecnologici”.

Il decreto si inserisce in un contesto di crescente attenzione del governo alla gestione della presenza di studenti stranieri nelle scuole italiane, argomento già ampiamente anticipato dalla premier Meloni sul palco di Fenix e che ha portato anche ad uno scontro con il Quirinale benché si basi secondo l’esecutivo su dati concreti. Secondo quelli citati dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sarebbero attualmente 34mila le classi in Italia con una quota di alunni stranieri superiore al 30 per cento. Il provvedimento, che accompagna anche misure legate al PNRR, stanzia complessivamente risorse su più fronti, dalla gratuità dei libri di testo al contrasto al cyberbullismo, fino al potenziamento della Scuola europea di Brindisi.

Decreto scuola, cosa prevede e le sanzioni

  • Tetto del 30% e corsi obbligatori di italiano per i genitori – Il decreto fissa al 30 per cento la quota massima di studenti con cittadinanza non italiana privi di un sufficiente background scolastico nel sistema nazionale in ciascuna classe. Nella scuola primaria, il limite riguarda gli alunni non nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Nella scuola secondaria, si applica a chi non abbia completato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico italiano. Per le scuole che non riescano a rispettare il tetto, è istituito un fondo dedicato ad attività extracurricolari di potenziamento della lingua italiana: 3,4 milioni di euro per il 2027 e 14,1 milioni a decorrere dal 2028.

 

  • Sanzioni amministrative per i genitori che non collaborano – Nei casi in cui le barriere linguistiche dei genitori stranieri ostacolino il dialogo con la scuola, l’istituzione scolastica è tenuta a segnalare la situazione ai servizi sociali territoriali. Questi potranno prescrivere ai genitori la frequenza di percorsi gratuiti di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano, erogati dai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA). La mancata frequenza comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro.

 

  • Divieto del velo integrale e altre misure disciplinari – Il decreto introduce il divieto di partecipare alle attività scolastiche indossando copricapi che impediscano il riconoscimento del volto, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. La violazione è punita con una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro. Quando la violazione è commessa da un minore, la sanzione si applica ai genitori. Le scuole sono inoltre tenute ad aggiornare i propri regolamenti di istituto per includere tale condotta tra quelle suscettibili di sanzione disciplinare.

 

  • Istituti tecnici diventano “licei tecnologici”, torna il latino alle medie- Il decreto prevede la ridenominazione degli istituti tecnici in “licei tecnologici” e degli istituti professionali in “licei professionali”, con l’obiettivo dichiarato di riconoscere la pari dignità culturale di questi percorsi rispetto ai licei tradizionali. È inoltre prevista l’introduzione, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, di un’ora settimanale facoltativa di latino a partire dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado. Sul fronte del welfare studentesco, le risorse per la gratuità dei libri di testo salgono a 160 milioni di euro nel 2026, con un incremento di 21 milioni rispetto allo stanziamento iniziale. La soglia ISEE per accedere ai contributi per l’acquisto dei testi sale da 30.000 a 40.000 euro.

Valditara e Salvini: le dichiarazioni al termine del Consiglio dei ministri

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha precisato, in conferenza stampa, che i bambini nati in Italia ma senza cittadinanza italiana e senza aver frequentato la scuola dell’infanzia “non rientrano nel 30%”. Sulle polemiche delle ore precedenti, Valditara ha dichiarato che “in questi giorni ho letto cifre sparate a caso”, ribadendo che sono “34mila” le classi italiane con “un numero di stranieri superiore al 30%”. Il ministro ha poi precisato che il decreto prevede “14 milioni di euro a regime qualora non si riuscisse a garantire il rispetto del 30% per un potenziamento linguistico”. Rispetto all’ipotesi di allontanamento del minore dalla famiglia in caso di mancata frequentazione dei corsi di italiano, circolata nelle bozze precedenti, Valditara ha smentito: “Le pare che noi facciamo l’allontanamento del minore?”, aggiungendo: “Non so chi vi dà queste bozze, evidentemente qualcuno dell’opposizione”.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini ha espresso sostegno al provvedimento, dichiarando: “Ringrazio il ministro Valditara, anche a nome di genitori e insegnanti, che avendo una vita reale, quotidiana, sanno che il problema non è la nazionalità, la religione o il colore della pelle”. Salvini ha poi aggiunto che “avere troppi bimbi che in classe non parlano o non parlano bene l’italiano, sia per i compagni di classe, sia per gli insegnanti, rende assolutamente complicato il processo educativo”, concludendo che “mettere ordine in quella che in alcune periferie è una giungla sia qualcosa di assolutamente fondamentale”.

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