Renzi presenta “Qvando c’era lei”: “Primarie? Centrosinistra unito altrimenti Meloni farà filotto” | Video

martedì, 29 Settembre 2026
3 minuti di lettura

Matteo Renzi ha presentato sabato sera il suo nuovo libro, “Qvando c’era lei”, dedicato alla premier Giorgia Meloni, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sul palco della Sala Petrassi, sold out per l’occasione, il leader di Italia Viva era affiancato dal sindaco della Capitale Roberto Gualtieri e dalla giornalista Bianca Berlinguer. La serata ha richiamato un pubblico numeroso e una platea di ospiti politici e istituzionali tra cui molti esponenti del partito.

Davanti alla sala piena, l’ex presidente del Consiglio ha tracciato la rotta verso le prossime elezioni politiche, ribadendo che il centrosinistra può vincere solo se si presenta unito, con Italia Viva dentro la coalizione. Sul fronte opposto, Renzi ha indicato la variabile Vannacci come il principale fattore di rischio per Fratelli d’Italia: tenuto fuori dalla coalizione di centrodestra, il generale europarlamentare potrebbe erodere il bacino elettorale della premier; tenuto dentro, rischia di condizionarne il futuro politico fino a scalzarla.

Il libro, il cui titolo richiama volutamente la campagna elettorale di Meloni, è l’occasione per Renzi di rilanciare la sua proposta politica in vista di un appuntamento che considera decisivo. Prima delle politiche, ha ricordato, si voterà nelle grandi città: un banco di prova che il centrosinistra non può permettersi di affrontare diviso per evitare sconfitte come già accaduto in Liguria e Basilicata.

Renzi e l’avviso su Vannacci: “Se sta dentro centrodestra prende il 15%, fuori vale il 5%”

“Il centrosinistra deve fare una grande scommessa sui consumi, sulle famiglie e sul ceto medio, perché significherebbe dire: ‘Giorgia, hai fallito'”, ha dichiarato Renzi. L’ex premier ha quindi avanzato una proposta concreta: “Penso alla quattordicesima per alcune categorie di persone, come infermieri, insegnanti e forze dell’ordine. Questo serve per aiutare il ceto medio”.

Sul metodo per scegliere il candidato premier del centrosinistra, Renzi si è mostrato pragmatico. “Io non so sulle primarie cosa faranno, bisogna chiedere a Schlein e Conte se a un certo punto si metteranno d’accordo su un terzo nome o se ci saranno le primarie. Io le ho fatte, le ho vinte e le ho perse. Non sono un totem ideologico. Quello che è certo è che se si fanno, chi perde poi deve stare a fianco di chi vince”, ha detto. Poi quando Berlinguer lo stuzzica su Gualtieri come terzo nome Renzi sorride: “Se vuoi il male di Gualtieri lo chiedi a me un parere…certamente ha governato bene infatti siamo entrati nella maggioranza a Roma. Poi ha una dote che a me manca, è umile e rotondo. Riesce a mettere d’accordo le persone”.

“Il prossimo anno a maggio si vota per Roma, Milano, Palermo, Catanzaro e tante grandi città. In un paese normale si mettono le elezioni politiche con le amministrative, ma Meloni non lo vuole fare”, ha affermato Renzi.

Uno dei discorsi più ampi della serata ha riguardato il generale Roberto Vannacci. “Le prossime elezioni saranno decisive perchè poi seguiranno il semestre di presidenza dell’UE – che avviene ogni 14 anni – e poi le elezioni per il Presidente della Repubblica nel 2029. Se Vannacci sta dentro la coalizione di centrodestra, alle elezioni prenderà il 15% e farà il vicepresidente del Consiglio. Poi, con Meloni al Quirinale, diventerà il presidente del Consiglio. Meloni farà filotto se andiamo divisi e vincono le elezioni”, ha detto Renzi. Sull’ipotesi opposta, ha aggiunto sorridendo: “Se Vannacci dovesse stare fuori e noi perdere divisi ci ritroviamo ancora Salvini vicepremier, e lì è meglio un meteorite”.

A margine dell’evento, Renzi ha poi quantificato il peso elettorale del generale: “Il 10% di Vannacci alle elezioni di Reggio Calabria, che valgono un preliminare di Conference League, sono un 3-5% a livello nazionale. Se Meloni lo tiene fuori è una buona cosa, bisogna vedere se senza quel 5% ci aiuta a vincere”.

Carburanti e sentenza Regeni

Renzi è tornato anche su uno dei temi della campagna elettorale del 2022. “Quella di Meloni sui carburanti è una misura di moral suasion su cui non vedo niente di male. Ma è Meloni che ha fatto la campagna dal benzinaio dicendo che avrebbe tolto le accise. Uno spot grandioso, ma ha preso in giro gli italiani. Sullo sconto delle accise, sembrava una venditrice di pentole. Oggi è bastata una telefonata a De Scalzi (ad ENI) per lo sconto”, ha dichiarato.

A margine della presentazione, interpellato sulla sentenza che ha condannato tre 007 egiziani per il solo sequestro di Giulio Regeni e non per il suo omicidio, Renzi ha scelto la cautela: “Non penso sia corretto commentare sentenze prima di averle lette”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.