Trovato morto il whistleblower britannico Simon Andriesz: aveva denunciato i legami tra Epstein e il segretario del Commercio Usa Lutnick

martedì, 6 Ottobre 2026
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Howard Lutnic, Simon Andriesz e Jeffrey Epstein

L’ex banchiere, 57 anni, aveva segnalato all’Fbi i rapporti tra Howard Lutnick e Jeffrey Epstein. A dare la notizia è The Banker, testata del gruppo Financial Times, che riferisce di un suicidio.

È morto suicida Simon Andriesz, ex banchiere britannico di 57 anni noto come il «whistleblower britannico». Tra il 2020 e il 2021 aveva denunciato all’Fbi elementi sui rapporti tra Howard Lutnick, oggi segretario al Commercio degli Stati Uniti, e Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019. La notizia è stata data in esclusiva il 2 ottobre da The Banker, testata del gruppo Financial Times.

La morte è stata confermata da Andy Agathangelou, fondatore del gruppo Transparency Task Force, che con Andriesz aveva organizzato eventi dedicati al whistleblowing. Anche la giornalista Julie K. Brown, tra le prime a occuparsi del caso Epstein, ha commentato la notizia definendola incredibile.

Chi era Simon Andriesz

Con oltre trent’anni di esperienza nel settore finanziario, Andriesz era stato managing director di BGC Group, società di Wall Street di cui Lutnick era amministratore delegato. Il termine whistleblower indica chi denuncia comportamenti scorretti o irregolarità di cui è venuto a conoscenza nel corso della propria attività lavorativa.

Il suo nome era diventato noto soprattutto nel contesto dell’inchiesta sui rapporti tra Lutnick ed Epstein. Lo scorso 9 agosto, con un post su X, Andriesz si era presentato come il whistleblower britannico che aveva portato all’attenzione dell’Fbi elementi sui rapporti tra i due.

Le sue rivelazioni erano state riprese anche dalla Bbc nel programma File on 4 Investigates, nell’episodio «The Epstein Files: Lutnick, the Royals and the British Whistleblower», trasmesso il 14 luglio 2026.

Cosa aveva scoperto nei file di Epstein

Andriesz aveva esaminato circa 3,5 milioni di pagine di documenti resi pubblici dopo una dura battaglia condotta da una parte del Congresso, sostenuta da attivisti e vittime del sistema Epstein.

Cercando nei documenti la sigla «HWL», le iniziali di Howard William Lutnick, aveva individuato una serie di email e altri elementi relativi ai rapporti d’affari tra il finanziere e l’attuale segretario al Commercio. Secondo la ricostruzione fornita da Andriesz alla Bbc, quei documenti indicavano che Lutnick non avrebbe reso noto per intero il proprio rapporto d’affari con Epstein.

Altri documenti, visionati a marzo dai reporter del sito d’inchiesta Mother Jones, mostrano che nel 2012 Lutnick e la sua famiglia visitarono Epstein sulla sua isola privata, quattro anni dopo che il finanziere si era dichiarato colpevole di reati sessuali.

Secondo la Cbs, nello stesso anno Lutnick ed Epstein firmarono ciascuno un contratto per investire nella società di tecnologia pubblicitaria AdFin Solutions. L’accordo era datato cinque giorni dopo la visita sull’isola ed era stato firmato da Lutnick per conto di una società controllata da Cantor Fitzgerald, di cui era amministratore delegato.

I contatti tra i due sarebbero proseguiti negli anni. Nel 2017 Epstein donò 50 mila dollari a una cena di beneficenza in onore di Lutnick e nel 2018 i due si scambiarono messaggi sull’opposizione all’ampliamento di uno spazio museale e sulle prospettive economiche di una start-up in cui erano entrambi coinvolti.

La posizione di Lutnick

A febbraio, davanti alla Commissione Bilancio del Senato, Lutnick ha confermato di aver visitato l’isola di Epstein nel 2012, contraddicendo precedenti dichiarazioni secondo cui avrebbe interrotto i rapporti con il finanziere anni prima. L’attuale segretario al Commercio ha spiegato di aver pranzato con Epstein durante una vacanza in barca con la famiglia: «Abbiamo pranzato sull’isola. È vero. Per un’ora».

Le segnalazioni di Andriesz e le conseguenze

Andriesz aveva raccontato di aver condiviso le informazioni raccolte con la House Oversight Committee, la principale commissione investigativa della Camera dei Rappresentanti, che ha poi interrogato Lutnick a porte chiuse.

Secondo quanto riferito dallo stesso Andriesz, le sue segnalazioni avevano contribuito anche ad alcune azioni di autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra cui un accertamento fiscale da 96 milioni di sterline da parte dell’HMRC sul programma di partnership del gruppo BGC.

Aveva inoltre segnalato all’Fbi questioni riguardanti il Relief Fund di Cantor Fitzgerald e il Charity Day annuale dell’11 settembre organizzato da BGC e Cantor. Sempre sui social, Andriesz aveva raccontato le conseguenze personali del suo lavoro e le presunte ritorsioni subite. «Devastanti per me e per la mia famiglia», aveva scritto riferendosi agli effetti della sua attività di whistleblower.

La sua morte, arrivata meno di due mesi dopo quel post con cui si era pubblicamente identificato come il whistleblower che aveva segnalato all’Fbi i rapporti tra Lutnick ed Epstein, riporta ora al centro dell’attenzione le sue denunce e il contenuto dei documenti da lui esaminati.

Vittorio Zenardi

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