Meloni promuove la legge elettorale: “Ora italiani sceglieranno. Surreale dibattito su data del voto” | Video

giovedì, 8 Ottobre 2026
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha messo da parte ogni speculazione sulla data delle prossime elezioni politiche, definendo “surreale” il dibattito in corso. A margine della cerimonia di inaugurazione del restauro di Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno, il capo dell’esecutivo ha preferito incassare il via libera alla riforma della legge elettorale e rilanciare sull’agenda di governo.

Arrivata nel capoluogo piceno per il taglio del nastro del palazzo storico nel centro città, Meloni si è avvicinata brevemente ai microfoni dei cronisti rivendicando il risultato parlamentare sulla legge elettorale. “Sono soprattutto soddisfatta che quando la prossima volta gli italiani andranno a votare potranno scegliere tutto”, ha dichiarato la presidente del Consiglio. “Potranno scegliere il partito, la coalizione e il programma, il candidato premier, il parlamentare: dopo oltre 30 anni che per l’elezione del Parlamento questo non era consentito. È una legge che semplicemente rimette più potere nelle mani dei cittadini, che garantisce la stabilità. Una buona cosa”.

Sul tema del ritorno alle urne, Meloni ha glissato con nettezza: “Ritengo questo dibattito surreale come se si votasse domani. Manca ancora un anno alla fine della legislatura. Io penso a lavorare, lascio ad altri queste alchimie”. Le sue priorità, ha precisato, restano la legge di bilancio, la battaglia in Europa sulla flessibilità e le politiche sull’energia.

Diverso il tono di alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha spiegato i vantaggi di un voto a giugno: “Consentirebbe di tornare alla normalità del ciclo elettorale e permetterebbe al nuovo governo di fare la legge di bilancio con un minimo di serenità”. Un voto in autunno, ha aggiunto Fazzolari, “vorrebbe dire ripetere quello che questo governo si è trovato a dover fare nel 2022, con la prima manovra scritta in pochissimi giorni e senza dare al Parlamento i tempi consueti per valutarla”. Una posizione che ha trovato la ferma risposta negativa del vicepremier Tajani.

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