Ecco perchè siamo nella Terza Repubblica. Cosa ha detto la sorella di Giorgia Meloni

venerdì, 9 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

 

La Terza Repubblica è già qui. E ha un nome: Giorgia Meloni. A dirlo non è un editorialista, è la sua sorella. Nell’intervista al Corriere Roma, Arianna Meloni, segretaria politica di FdI, responsabile tesseramento e organizzazione, la donna che ha tenuto insieme il partito, ufficializza la narrazione che Fratelli d’Italia costruisce da mesi. Concetto ripreso e rilanciato in parallelo da Giovanbattista Fazzolari al Foglio, dalla sua stanza di sottosegretario a Palazzo Chigi: «Questo è stato storicamente un luogo di mediazione, di raccordo. Fino all’arrivo di un governo che è già durato quattro anni. Oggi Palazzo Chigi conta di più di prima e coordina meglio le decisioni dei singoli ministri. Meloni con la sua autorevolezza ha costituito un premierato di fatto, e per questo dico che è il primo presidente del Consiglio della Terza Repubblica». Una definizione che Donzelli ha urlato in Aula, al momento del via libera alla nuova legge elettorale con 227 sì a scrutinio segreto: «È nata la Terza Repubblica!». Per la sorella del Presidente dei Consiglio e per Fazzolari i primati si sommano: prima premier donna, capo del governo più duraturo della storia repubblicana, e ora fondatrice di una nuova fase istituzionale. «A oggi nessuno è completo come lei, non solo all’interno di Fratelli d’Italia» Nell’intervista alla sorella Arianna c’è anche il futuro: Quirinale nel 2028? «Non credo che sia nelle sue ambizioni. A un certo punto immagino sarà la figura più adatta, ma di certo non nel 2028». Il prossimo Capo dello Stato? «Conservatore ma il più possibile inclusivo». E poi l’affondo su Vannacci: «È uguale a Conte, non ci alleiamo con chi concepisce la politica in modo opportunistico». Chiaramente le dichiarazioni di Arianna Meloni vanno aldilà dell’intervista. Lei non parla mai a caso. Se dice “Terza Repubblica” il giorno stesso in cui la Camera approva lo Stabilicum, sta dicendo che la legge elettorale non è una legge qualsiasi, ma l’atto fondativo di un regime nuovo. Con l’indicazione del premier in scheda, il premio da 70 deputati e l’addio ai collegi, FdI sta scrivendo la Costituzione materiale del Paese. E questo rappresenta la rottura con 30 anni di Seconda Repubblica berlusconiana, fatta di coalizioni litigiose e premier deboli. Qui il capo del partito più votato è leader indiscusso, e la famiglia – politica e di sangue ne è il custode. Il messaggio alle opposizioni è chiaro: voi siete il passato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.