«In questi anni il governo ha stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia, ma è una gestione dell’emergenza e servono risposte strutturali di lungo periodo». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’assemblea generale di Assolombarda.
«Tra le misure ha ricordato la riduzione degli oneri in bolletta, l’eliminazione del differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, e strumenti come il gas release e l’energy release, che permettono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati con la garanzia dello Stato. Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti – ha aggiunto la premier – il governo è intervenuto con il taglio delle accise, le accise mobili, l’abolizione del bollo auto su alcune vetture e ha rivolto alle principali società energetiche un appello a calmierare i prezzi, a cui diverse compagnie hanno risposto positivamente».
Ad ascoltarla, al teatro Dal Verme, esaurito, c’è il parterre delle grandi occasioni con i nomi più famosi dell’industria: da Emma Marcegaglia a Marco Tronchetti Provera, da Veronica Squinzi a Fedele Confalonieri. L’occasione è servita a confermare la totale sintonia tra la presidente del consiglio e la prima organizzazione territoriale di Confindustria. Il presidente Biffi con la sua relazione ha ringraziato direttamente la premier perché in giro per il mondo, nelle varie missioni all’estero, pronunciare il suo nome «ha aperto molte porte». Biffi ha espresso approvazione nell’ordine per gli incentivi di Transizione 5.0, per l’idea di una tassazione agevolata per gli under 35 in legge di bilancio, il piano casa del governo, il disegno di legge sul nucleare.
Non a caso la Meloni ci ha tenuto a sottolineare che il Governo ci sarà quando serve e «vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce e non mettersi di traverso».
Caro bollette
«Con il Decreto Bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglie e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica. Il confronto è in fase avanzata, confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa. L’Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì. Siede lì per dire quello che va detto quando va detto, anche se è scomodo, anche quando costa. Perché l’Italia è tra le nazioni che l’Europa l’hanno fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va, non per indebolirla, ma esattamente per il contrario, per renderla più forte».
Sistema Ets
«Il sistema Ets – ha spiegato ancora all’assemblea di Assolombarda a Milano – gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri e danneggia le nostre imprese che hanno concorrenti non sottoposti agli stessi vincoli. Se un’acciaieria chiude in Lombardia e quell’acciaio lo comprano dall’altra parte del mondo con standard ambientali più bassi, il pianeta non ci guadagna ma ci perde. Noi perdiamo lavoro e filiere, e non riduciamo le emissioni globali. L’autonomia strategica è fatta di acciaierie, fonderie, impianti chimici. Stiamo lavorando in Europa, non sarà una trattativa facile ma faremo come sempre la nostra parte».
Energia nucleare
«Sono state create le condizioni utili per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso, ma necessario: arrivare ad avere la prima produzione di energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio, chiaramente se ci si continuerà a lavorare».
Intelligenza artificiale
È entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni ed è destinata a rivoluzionare tutto, compresi i processi produttivi e industriali – continuato la premier – il nostro compito è fornire la cornice di regole, le infrastrutture e gli strumenti per aiutare le imprese a far correre quell’innovazione ed essere più competitive. Sulle regole l’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale per accompagnare l’applicazione dell’AI Act europeo e per declinare un approccio che mantenesse al centro la persona senza però ingabbiare la competitività e il dinamismo delle imprese».
In conclusione, è intervenuto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Ancora una volta la sintonia con il governo nel pressing verso Bruxelles è confermata. L’unico fronte con qualche divergenza di vedute tra gli industriali e Meloni resta l’energia. Per Orsini l’installazione delle rinnovabili sta andando troppo a rilento. Il gas? Io credo che oggi noi abbiamo bisogno di dire anche la verità, che non ci può essere ideologia sull’energia».



