Manovra da 23,5 miliardi: coperture anche da banche, tagli a ministeri e giochi. Tutela del potere d’acquisto

giovedì, 15 Ottobre 2026
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Giorgetti

Una manovra da circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, con interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese e coperture che arriveranno anche dal settore finanziario (pari a 5 miliardi), dai tagli ai ministeri e dai giochi.

È quanto emerge dal Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2027 trasmesso dall’Italia alla Commissione europea, che conferma il ricorso alla clausola di salvaguardia nazionale per finanziare maggiori spese per la difesa e la sicurezza energetica.

Le misure per energia e difesa finanziate attraverso la flessibilità europea valgono altri 13,5 miliardi di euro nel 2027, portando l’impatto complessivo stimato a circa 26 miliardi. «La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento – si legge nel documento – terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia».

La quota più consistente delle coperture della manovra non legate alla flessibilità europea arriva dalle banche e, più in generale, dal settore finanziario. Secondo quanto emerge dal Dpb, il comparto contribuirà per lo 0,21% del Pil, pari a oltre 4,6 miliardi di euro. Seguono i tagli ai ministeri, che valgono lo 0,05% del Pil, per oltre 1 miliardo di euro, e il settore dei giochi, con un contributo pari allo 0,03% del Pil.

Dalle tabelle contenute nella bozza del Dpb emerge uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro per le misure fiscali e di circa 2,3 miliardi per la sanità. In rapporto al Pil, l’impatto indicato è rispettivamente dello 0,09% e dello 0,1% nel 2027, con segno negativo nelle tabelle del documento.

«La manovra di finanza pubblica per il triennio 2027-2029 – è scritto nel documento – interviene in uno scenario internazionale segnato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e dalle loro ripercussioni sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere di acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo. In questo contesto, e in coerenza con gli indirizzi approvati dal Parlamento in occasione dell’esame del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e della Relazione adottata ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 2012, il Governo pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere d’acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, insieme al sostegno alle imprese e agli investimenti».

La tutela del potere d’acquisto, si legge nel Documento programmatico di bilancio, si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia, in continuità con l’azione già intrapresa dal Governo e salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica.

Gli interventi destinati alle imprese saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti.

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