Blocco Tir, governo “sblocca” in Sicilia e Calabria, ma il Golfo di Napoli a rischio isolamento 

giovedì, 22 Ottobre 2026
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Il governo tira il freno e sul blocco dei tir arriva un decreto da 480 milioni. Ma i sindacati avvertono se i soldi non arrivano i camion marceranno su Roma in corteo. Intanto uno scenario apocalittico si sta consumando in queste ore oltre che sugli scaffali di tutti i supermercati del meridione completamente a secco di beni di prima necessità, anche sulle belle isole del turismo internazionale Ischia, Procida e Capri che rischiano di restare isolate senza navi ne aliscafi per il caro carburante. Dopo otto giorni di Sud paralizzato, scaffali vuoti, latte buttato nelle stalle e mozzarella a rischio, il governo ha scelto la strategia del bastone e della carota. E per ora, sembra funzionare. Ieri sera, a poche ore di distanza, sono arrivate le due sospensioni che Palazzo Chigi aspettava: in Sicilia l’Aias – Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani del presidente Giuseppe Richichi – ha revocato i blocchi sulla Messina-Catania e al porto di Palermo dopo l’incontro in Prefettura a Catania con il prefetto Pietro Signoriello. “Abbiamo avuto rassicurazioni che siederemo ai tavoli nazionali”, ha spiegato. Anche in Calabria, i sindacati hanno sospeso il fermo proclamato fino al 27 ottobre. Tregua però armata. In Puglia i blocchi sono stati revocati solo in parte, in Campania restano presidi e bus ridotti ma il vero caos è nelle isole del turismo dove il carburante scarseggia e navi e aliscafi hanno non solo ridotto le corse ma causato un forte disagio al trasporto pubblico e privato con numerosi gruppi di turisti ancora in balia che non riescono in queste ore a raggiungere la terra ferma. Mentre Chigi studia il piano e riunisce i vertici e le sigle del trasporto nazionale dall’altro lato il Viminale ha diffuso il bilancio: 1.339 persone identificate, 71 denunciate, 242 sanzioni amministrative. E soprattutto, scorte delle forze dell’ordine ai convogli per garantire cibo e farmaci. Un messaggio chiaro: i blocchi stradali sono reato, non sciopero. A Roma si chiude un fronte, a Napoli se ne apre un altro, forse più drammatico. La protesta dei tir sta uccidendo i collegamenti marittimi. Le scorte di gasolio per navi e aliscafi sono agli sgoccioli. Caremar è stata la prima a lanciare l’allarme alla Prefettura di Napoli: “Riserve in esaurimento”. Medmar, Alilauro e Gestur a ruota. Ieri, 21 ottobre, già cancellati collegamenti da Capri. Oggi, 22 ottobre, rischio fermo totale. Snav su Capri riduce le corse, ma senza rifornimenti entro il weekend non garantisce più nulla. A cascata, salta tutto: Eav Bus annuncia stop a Procida dal 24 e a Ischia dal 27, rischio stop anche per la Napoli-Piedimonte. A Procida carburante quasi finito, a Ischia quasi 100 hotel ancora aperti con gruppi di turisti americani bloccati. E nei supermercati delle isole, come in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mancano frutta, verdura, latticini. Uno scenario apocalittico mai vissuto prima d’ora nel nostro Bel Paese. Le prossime ore saranno decisive per vincere la partita e far ripartire l’Italia con la benzina giusta. 

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