Reintegro medici no vax, Mattarella: «Fake news su ricerca diffondono paura». E Bassetti: «La salute non è merce elettorale»

giovedì, 29 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Fin dove pesa l’etica professionale e fin dove si spinge l’ideologia? E fino a che punto si gioca col consenso elettorale? Sul reintegro dei cosiddetti medici no vax, previsto all’articolo 58 del Ddl professioni sanitarie e votato alla Camera con 126 voti a favore contro 113, incidono tutte queste dinamiche.

In occasione de “I giorni della ricerca”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato chiaro: «La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si propagano credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione. Riflettendo sui successi conseguiti, così importanti, così evidenti, risaltano talune stridenti contraddizioni del nostro tempo. L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione».

Un intervento durissimo. Il presidente ha parlato all’evento annuale sulla ricerca nel salone dei Corazzieri del Quirinale, davanti ai ministri Anna Maria Bernini e Orazio Schillaci. Dopo aver ascoltato e applaudito le relazioni dei vertici dell’Airc, sottolinea la certezza che oggi il cancro può essere vinto.

«La realtà di oggi è che quello che veniva chiamato male incurabile viene curato. Oltre tre milioni e mezzo di persone in Italia vivono, e vivono appieno, dopo una diagnosi di patologia oncologica. La vita si è prolungata ed è migliorata perché le cure sono meno invasive, meno condizionanti. Tanti guariscono in modo definitivo. Tanti, mentre si curano, mantengono, com’è ovvio, le consuete relazioni, perseguono progetti, costruiscono il futuro. Tutto ciò è merito della ricerca e del suo continuo alimentare la terapia. Lo spirito positivo dell’Airc ha contagiato la società, ha contribuito a diffondere conoscenze e a sviluppare una cultura e un’opinione largamente diffusa rispettose della scienza».

Il presidente ha poi difeso il Servizio sanitario nazionale spronando le istituzioni a fare di più per colmare le diseguaglianze e garantire a tutti i cittadini il diritto costituzionale alla salute. E ha rilanciato soprattutto l’allarme su comunicazioni e false notizie in campo scientifico. «La ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, di prospettive, alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse – ha ancora detto il Capo dello Stato – l’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus. Eppure oggi, oltre a quel che viene sottratto di risorse da guerre dissennate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della terra e persino nello spazio, siamo davanti a nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e a contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie».

Sulla questione è intervenuto Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all’università di Genova e direttore della Clinica di Malattie infettive all’Irccs ospedale policlinico San Martino del capoluogo ligure, prendendo una posizione netta: «Il presidente Mattarella ha tracciato una linea: la scienza non si piega alle fake news e la salute pubblica non si sacrifica sull’altare del consenso politico. Chi ha difeso i medici no-vax e legittimato la disinformazione, arrivando a occupare ruoli di vertice nelle istituzioni sanitarie, oggi dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Per coerenza, le dimissioni sarebbero un atto dovuto. La Sanità pubblica merita rispetto, non propaganda. Nei giorni scorsi alla Camera – dell’articolo 8 del Ddl professioni sanitarie, in cui è prevista la possibilità di reintegro per i medici radiati a causa di posizioni anti-vaccino durante la pandemia di Covid. Alla Camera – dice Bassetti – è passato l’articolo 8. Decisivi i voti di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che rivendica il proprio ruolo nel salvare la norma sui sanitari radiati durante la pandemia. Un segnale politico chiarissimo: Vannacci fa pesare i suoi voti e trasforma una questione di salute pubblica in una prova di forza nella maggioranza. Ma la salute non è merce di scambio elettorale».

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.