È stato uno dei momenti di maggiore tensione della mobilitazione studentesca e sindacale di oggi a Roma. La testa del corteo, guidata in apertura da due trattori, si è fermata davanti alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) mentre all’interno si trovava il vicepremier e ministro Matteo Salvini, impegnato ad illustrare il provvedimento per il sostegno all’affitto dei padri separati. Per Salvini si tratta dell’ennesima contestazione sotto le finestre del proprio ufficio a breve distanza dalle recenti proteste dei tassisti e degli Ncc.
Corteo a Roma, la dura contestazione a Salvini sotto la sede del Mit
Sotto il ministero la piazza si è scaldata: ai cori di insulti all’indirizzo del ministro si sono sovrapposte le rivendicazioni dei manifestanti, che hanno puntato il dito contro la gestione del dicastero e del governo accusando l’esecutivo di non aver fatto “nulla sulla casa, sui rincari dei carburanti e a sostegno degli agricoltori”. Tra la folla romana si sono alzi anche slogan che invitavano a lasciar “appeso” il vicepremier.
Dalla piazza presidiata dalle forze dell’ordine, i manifestanti hanno invitato a più riprese Salvini a scendere in strada per un confronto diretto, avvertendo che il rifiuto sarebbe stato letto come una provocazione in grado di far degenerare la piazza. Il ministro ha scelto di rimanere nei propri uffici, anche perché da quanto filtra una sua discesa sarebbe potuta essere interpretata come una provocazione: “I giovani è giusto che scendano in piazza sempre e comunque. Sono stato un liceale anche io: abbiamo fatto manifestazioni per qualunque causa. Se uno a 16 anni non scende in piazza non è uno studente. L’importante è che lo faccia a volto scoperto, non interrompendo servizi come ha fatto qualche imbecille stamattina”.



