I feretri dei quattro militari italiani caduti nell’incidente aereo in Bosnia-Erzegovina sono atterrati poco dopo le 12 da oggi all’aeroporto militare di Ciampino, a bordo di un C-130 dell’Aeronautica militare. Ad accoglierli il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme ai familiari delle vittime distrutte dal dolore.
Militari morti in Bosnia a Ciampino, l’omaggio delle istituzioni
Alle 12,30 le salme sono state estratte dal C-130 e portate a spalle dai militari, avvolte nel Tricolore, al suono del Silenzio. Mattarella le ha salutate una a una chinando il capo e con un tocco sulla bara. I feretri hanno poi sfilato in rassegna davanti a una rappresentanza delle forze armate nell’area militare del 31esimo Stormo, dove ad attenderli c’erano i parenti delle quattro vittime: i sergenti dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenente al Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. Un momento di commozione nel volto delle autorità e dei parenti, in particolare per la madre di Ruggia che si è gettata in lacrime sul feretro.
La camera ardente al Celio, i ricordi di parenti e colleghi
I carri funebri hanno lasciato Ciampino diretti al Policlinico militare del Celio, dove è stata allestita la camera ardente nella chiesa della Salus Infirmorum. I feretri di Ruggia, Marchesi e Zecchillo sono stati collocati davanti all’altare. La salma di Laura Procacci è stata invece trasferita al Policlinico di Tor Vergata per l’esecuzione dell’autopsia. All’interno della chiesa sono state deposte le corone di fiori del ministro Crosetto e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello.
Fin dal pomeriggio la camera ardente è stata meta di un continuo afflusso di parenti, militari e colleghi. Tra i familiari giunti nella Capitale, gli zii del sergente Marchesi, arrivati da Piacenza. “Claudio era troppo buono, esuberante”, ha detto la zia all’ingresso dell’ospedale, trattenendo a stento l’emozione.
I colleghi di Viterbo del sergente Ruggia hanno ricordato il giovane militare, sposato da poco. “È una bravissima persona, un ottimo amico e un ottimo collega”, ha dichiarato uno di loro. “Era entusiasta di questa missione, l’ho sentito una settimana fa e mi ha detto che mi avrebbe raccontato tutto con calma. Si era sposato da poco”.
Tra la folla anche cittadini senza legami diretti con le vittime, ma presenti per rendere omaggio. “Ho fatto per cinque anni il volontario della Croce Rossa, mi sembrava doveroso essere qui per omaggiarli anche se non li conoscevo. Sono servitori dello Stato”, ha detto un pensionato. Un ex paracadutista ha spiegato la propria presenza con parole simili: “Ho lavorato su quell’elicottero, chi è parà per un giorno lo è per sempre. Ho voluto omaggiarli di persona”.
I funerali domani a Santa Maria degli Angeli
Le esequie dei quattro militari si svolgeranno lunedì 3 novembre alle ore 9 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza della Repubblica a Roma alla presenza delle autorità.



