Roma, 3 nov. (askanews) – “È sempre molto eccitante quando si fa una nuova scoperta, ma subito dopo cominciano le domande. Che cos’è? Come mai è qui? E soprattutto si cerca di spiegare il significato di questi oggetti che vengono trovati a volte fuori contesto, come nel caso del nostro ritratto di giovinetto. Ma quando lo abbiamo trovato, subito i miei operai e i miei collaboratori hanno richiamato la mia attenzione dicendo c’è un ritratto del Fayum. Io ho pensato che fosse impossibile, perché non siamo in una necropoli, invece era veramente un ritratto e questa cosa ha fatto subito il giro del Fayum, abbiamo subito avvisto le autorità locali, l’abbiamo dovuto portare nel magazzino locale per ragioni di sicurezza, insomma c’è stata una grande grande attenzione proprio perché i ritratti di questo tipo si trovano nelle necropoli e ormai sempre di meno, ma soprattutto ritrovarlo in un contesto templare è stato un unicum”. Lo ha detto ad askanews l’archeologa ed egittologa Paola Davoli, dell’Università del Salento, raccontando lun eccezionale ritrovamento Fayum che è stato poi portato nella mostra “Egitto e Roma – I volti del Fayum”, allestita a Roma al Museo dell’Ara Pacis.
Egitto e Roma, l’archeologa Davoli racconta un ritrovamento Fayum
Esposto nella grande mostra al Museo dell'Ara Pacis
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