Trump ha sconfitto sé stesso. Per una volta si rovescia il teorema in base al quale se vince la destra non è mai la destra che ha vinto, ma la sinistra che ha perso (la scusa della mancanza di unità vale in ogni occasione).
E poi, voglio vedere se l’etichetta riduttiva di voto di protesta che intellettuali, giornalisti e politici progressisti da noi e non solo, affibbiano sistematicamente alle avanzate della destra, questa volta per quanto riguarda il voto del Midterm-Usa non valga più e sia venduto, invece, come “scelta culturale superiore”, o “ritorno alla civiltà democratica”.
Inutile nasconderlo, economia, costo della vita, del carburante e la guerra che nessuno voleva: ecco le ragioni. Uguali a quelle che a suo tempo hanno fatto trionfare Trump. Ragioni che il tycoon ha tradito, ostaggio del Deep State e del suo narcisismo sguaiato, tradendo pure la sua base Maga.
Ora il tema è, a parte l’incombente contrasto istituzionale tra un governo (Repubblica presidenziale ormai destinato a diventare anatra zoppa) e Camera e Senato dall’altra parte, vedremo se Trump varerà a rotta di collo decreti che saranno bocciati o tenterà mediazioni impossibili con un partito democratico con una visione opposta e inconciliabile della vita, della società e dell’economia.
Effetti sull’Italia e l’Europa? Sicuramente. Trump ha reso caricatura, parodia i valori che la destra europea incarna: il diritto alla vita contro l’aborto, politiche anti-immigrazione, anti-gender, il primato della patria e l’anti-woke. Adesso ogni battaglia in tal senso sarà associata alla sua follia e al suo declino.
Inoltre, ha creato direttamente il recupero della dicotomia “alto-basso” (poveri contro ricchi, popolo contro casta), marginalizzando le categorie destra-sinistra in ripresa ovunque.
Infine, la cosa forse più importante, un messaggio per l’Italia. La sinistra in campagna elettorale e quasi sempre a livello politico, parla di idee, che ricalcano lo schema religioso “Bene-Male”, dove ovviamente il male è la destra e il bene la sinistra.
La destra nostrana al contrario, per vizio genetico, parla per mano, la bocca e la faccia dei suoi capi. Tradotto: il leader carismatico che guida e salva la nazione, risolve i problemi, trascina le folle. E’ lui l’idea, non il servitore di valori a lui superiori. L’eccessiva personalizzazione della politica, in tempi di social e di populismo mediatico, porta fatalmente dal paradiso all’inferno in un nanosecondo.
Avvertimento per la Meloni, Salvini e Vannacci. I referendum sulla persona, “con me o contro di me”, possono premiare all’inizio, ma poi sono un boomerang. La gente vota e si illude sugli annunci, ma poi boccia sui fatti.
Cara premier, attenzione a fare del prossimo appuntamento politico un referendum sulla tua persona: referendum sulla giustizia docet.
Midterm-Usa. Parabola-Trump: la destra smetta di personalizzare la politica
