Hpv, Rizzo (UniPi): “Coperture lontane dall’obiettivo del 95%, serve accelerare”

venerdì, 6 Novembre 2026
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(Adnkronos) – “A livello italiano abbiamo diversi piani che declinano l’importanza della vaccinazione per la prevenzione del tumore Hpv-correlato. Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale stabilisce l’obiettivo del 95% di copertura sia nei ragazzi che nelle ragazze. Purtroppo non abbiamo ancora raggiunto questi livelli, che dovremmo raggiungere entro il 2030 e che ci permetterebbero poi di eliminare le patologie Hpv-correlate”. Così Caterina Rizzo, professoressa di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Pisa, intervenendo oggi al convegno di Roma ‘Eliminazione delle patologie Hpv-correlate: utopia o possibilità reale?’, appuntamento sullo stato dell’arte delle strategie di prevenzione primaria e secondaria, sui risultati ottenuti e sulle principali sfide ancora aperte. 

“Al momento, a 15 anni, abbiamo coperture per ciclo completo nelle ragazze pari al 70% e nei ragazzi pari al 60%. Questo gap va colmato con urgenza – prosegue Rizzo -. Dobbiamo attivarci tutti, cercare di recuperare le persone che non abbiamo ancora vaccinato ed essere più proattivi nella vaccinazione delle coorti per le quali l’offerta è gratuita e disponibile”. Tra le cause del mancato raggiungimento degli obiettivi “c’è sicuramente una questione organizzativa. Dovremmo ampliare l’offerta a quanti più setting possibili: medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, servizi vaccinali, farmacie, ospedali e scuole. Qualsiasi setting che garantisca l’equità nel raggiungimento di tutta la popolazione. L’altro aspetto fondamentale è l’esitazione rispetto alle vaccinazioni. È un vaccino che viene somministrato a partire dagli 11 anni e spesso i genitori ritardano la vaccinazione sia nei figli maschi che nelle figlie femmine. Questo non va fatto: non dobbiamo avere paura del vaccino, che è sicuro ed efficace”. 

Rizzo richiama anche la necessità di “un impegno politico e finanziario. Al momento ci sono 21 offerte diverse della vaccinazione nelle 21 Regioni e Province autonome, con differenti target nei maschi e nelle femmine e diverse fasce d’età. Questo crea confusione ed è una disomogeneità che andrebbe colmata”. Sul territorio nazionale “esistono modelli che hanno dimostrato di funzionare molto bene. Uno dei più efficaci è l’esperienza dell’Asl di Taranto, dove la vaccinazione in ambiente scolastico permette di raggiungere coperture superiori al 90%. Se lavoriamo coinvolgendo le comunità di studenti direttamente all’interno delle scuole, possiamo raggiungere il target del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Dobbiamo inoltre recuperare chi non ha utilizzato il beneficio della vaccinazione quando poteva farlo, ricercando attivamente le persone che non sono state protette nei confronti dell’Hpv”, conclude. 

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