Ha destato profondo sconcerto l’omicidio a Civitanova Marche dell’ambulante nigeriano Alika Ogorchuckwu ucciso in mezzo alla strada in modo brutale da Filippo Ferlazzo, sotto gli occhi dei passanti rimasti inermi, alcuni addirittura intenti a filmare con il telefonino, mentre l’aggressore soffocava l’uomo steso a terra.
Un omicidio che ha giustamente indignato l’opinione pubblica e che ha spinto la comunità nigeriana a mobilitarsi, scendere in piazza, protestare e chiedere giustizia, supportata dalle autorità civili e religiose del luogo.
Tuttavia questa drammatica vicenda ha riaperto una ferita profonda, del resto mai rimarginata, nell’animo di Alessandra Verni (nella foto), la mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne romana che nel gennaio del 2018 fu a sua volta protagonista di un terribile episodio di cronaca nera. La ragazzina fu infatti uccisa a coltellate e il suo corpo smembrato a Macerata da uno spacciatore nigeriano, Innocent Oseghale, poi condannato in via definitiva per omicidio e vilipendio di cadavere.
Ma all’epoca nessun esponente della comunità nigeriana scese in piazza a manifestare solidarietà alla povera vittima. Non si crearono insomma, intorno alla famiglia di Pamela, quella mobilitazione, quell’indignazione pubblica e istituzionale, quella solidarietà che invece si sono viste in questi giorni per l’omicidio dell’ambulante nigeriano. Sia chiaro, nessuno qui intende ridimensionare la gravità del brutale omicidio o cercare attenuanti nei confronti dell’assassino, ma certamente la mamma di Pamela ha tutto il diritto di sentirsi offesa da quella politica e da quelle istituzioni che all’epoca del barbaro assassinio della figlia non si mobilitarono alla stessa maniera.
Ecco cosa ha scritto Alessandra Verni sul suo profilo: “Sono veramente stanca della mancanza di rispetto che c’e’ stata nei confronti di mia figlia dopo le violenze ed il massacro fatto sul suo giovane corpo da esseri che, per colpa di qualche uomo bianco potente, stavano ancora liberi di delinquere qui in Italia!!!
Né la comunità nigeriana, né l’ex sindaco di Macerata Romano Carancini, né altri politici ed ecclesiastici sono mai scesi in piazza a manifestare insieme a noi contro tanta violenza nei confronti di Pamela !!Forse perche Lei era bianca? Anche questa, a mio avviso, è una forma di razzismo!!!
Non ho visto post, né in passato e né ora, da parte di questi soggetti di vicinanza e di umanità !!! IO NON DIMENTICO!! E questo è solo l’inizio di quanto ho ancora da dire!!!
GIUSTIZIA PER PAMELA!!!!”.
Uno sfogo che trova le sue giuste ragioni. Perché, per quanto sia orribile l’omicidio di Alika Ogorchuckwu, esso non ha nulla da invidiare alla tragica vicenda di Pamela Mastropietro. E la comunità nigeriana, spiace dirlo, all’epoca fu totalmente latitante e indifferente al dramma della famiglia. Nessuno ha mai preso le distanze da Oseghale, nemmeno dopo che la sua condanna è diventata definitiva e le sue responsabilità sono state accertate.
Il giusto clamore sollevato in questi giorni sulla morte dell’ambulante nigeriano, se paragonato al silenzio assordante che si è avuto sull’omicidio di Pamela, non può non indignare chi non tollera la politica dei due pesi e delle due misure di fronte ad analoghe tragedie, e non considera la vita di una 18enne italiana meno preziosa di quella di un povero immigrato.




Ormai in Italia comandano le organizzazioni criminali tra le quali si è inserita prepotentemente la mafia nigeriana, con le sue regole ferree e sanguinarie.
Il clamore per l’uccisione del mendicante Alika Ogorchuckwu e significativo !
Ma mentre l’ uccisione di Alika è stato commesso da uno ” psicopatico sociale “, il nigeriano Innocent Oseghale che nel Gennaio 2018 ha drogato, violentato, strangolato, smembrato, messe le parti del cadavere della povera Pamela Mastropietro, di 18 anni, in tre valigie poi abbandonate nel fossato di una strada extraurbana in provincia di Macerata, era sano di mente. In quella occasione la comunità nigeriana delle Marche non manifestò lo sdegno per il comportamento di un loro connazionale e in difesa della povera Pamela ! La tragedia si cercò di metterla a tacere il prima possibile .