Presepe in Piazza San Pietro: è già “guerra” per il 2023 tra Contigliano e Greccio

domenica, 6 Novembre 2022
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Pastori “l’un contro l’altro armati” nella battaglia dei presepi. Possibile? Sì, e la contesa riguarda addirittura il Natale del 2023. Da settimane si stanno sfidando due splendidi borghi della Valle Santa Reatina (Contigliano da una parte, Greccio dall’altra) su chi dovrà offrire il presepe da installare in piazza San Pietro tra poco più di anno.

Contigliano, 4mila anime a 7 km da Rieti, dal quale il Governatorato Vaticano, su disposizione della Segreteria di Stato, aveva accolto tre anni fa la proposta di realizzare il presepe nell’ovale berniniano (lo attesta una lettera del segretario generale mons. Fernando Vergez al sindaco Paolo Lancia datata 30 settembre 2019), non si rassegna a subire ciò che considera un vero e proprio “scippo” da parte del Comitato nazionale per l’Ottavo centenario del primo Presepe di Greccio il quale, a sua volta, proprio con l’allestimento in Vaticano intende celebrare nel miglior modo gli 800 anni della prima natività rappresentata nel 1223 da San Francesco d’Assisi nel più piccolo borgo reatino, Greccio appunto, peraltro confinante con Contigliano.

A guidare la mobilitazione dell’influente Comitato “Greccio 2023” è l’ex vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, insediatosi lo scorso primo ottobre nella sua nuova sede a Verona, ma che mantiene attivo il suo ruolo nella Diocesi di provenienza grazie alla nomina ad amministratore apostolico e, per quanto riguarda “Greccio 2023”, a uno specifico mandato della Cei, di cui è presidente della Commissione cultura e comunicazioni sociali.

Proprio il fatto che il progetto di Contigliano non abbia l’appoggio della Diocesi, è il motivo accampato dal Governatorato, con un’altra lettera del cardinale Vergez del 22 settembre scorso secondo la quale la precedente designazione «non può avere alcun seguito».

La replica del sindaco di Contigliano non si è fatta attendere e in una lunga lettera inviata una settimana dopo al sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Edgar Pena Parra, il primo cittadino, oltre a rivendicare «un processo creativo e organizzativo ormai solidamente avviato», cui partecipa e sovrintende tra gli altri monsignor Dario Edoardo Viganò, ex ministro vaticano della comunicazione e attuale vice cancelliere delle Pontificie Accademie delle scienze e delle scienze sociali, riferisce di aver «cercato per tre anni, in ogni modo, la partecipazione all’iniziativa del Vescovo pro tempore, monsignor Domenico Pompili, rimettendo più volte tutto nelle sue mani. Salvo prendere atto che egli non desiderava condivisione, ma semplicemente e in toto l’esclusione di Contigliano».

Lancia comunque ribadisce «di voler e dover necessariamente completare l’opera avviata a suo tempo e accettata dal Governatorato. Considero pertanto inaccettabile e impensabile l’esclusione di Contigliano». Nel piccolo comune ritengono la questione tuttora aperta, non credendo che, pur con l’appoggio della Cei a Greccio, si possa far revocare alla Santa Sede una decisione già presa. Sull’altro fronte, invece, “Greccio 2023” ha già incaricato del progetto l’artista Franco Artese. Chi vincerà? Chi ha più santi in Paradiso, ovviamente. Non è escluso che la decisione ultima sia presa direttamente dal Papa, che è a conoscenza della vicenda.

Intanto, per tornare al presente, il Vaticano ha appena annunciato che sarà la friulana Sutrio, in provincia di Udine, tra i borghi tipici della Carnia, a offrire il presepe che sarà allestito in Piazza San Pietro per il Natale 2022. Proviene invece da Rosello (Chieti), borgo montano abruzzese di soli 182 abitanti, il maestoso abete bianco di 30 metri da collocare accanto all’obelisco.

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