Pamela, confermato ergastolo per Oseghale. Parla Alessandra Verni

giovedì, 23 Febbraio 2023
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Confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, accusato di avere ucciso e fatto a pezzi la diciottenne Pamela Mastropietro nel gennaio del 2018 a Macerata.

E’ stato questo l’esito del processo d’appello bis che si è occupato soltanto del reato di violenza sessuale che era stato trasmesso a Perugia per questioni procedurali dopo che la Cassazione aveva definitivamente confermato la condanna per l’omicidio. Adesso ovviamente, il riconoscimento dell’avvenuta violenza sessuale, aggrava notevolmente la posizione del pusher nigeriano.

La difesa ha sempre cercato di avvalorare la tesi del decesso di Pamela per overdose con lo smembramento del corpo che sarebbe stato effettuato allo scopo di liberarsi del cadavere. Invece l’accusa ha sempre puntato al riconoscimento della violenza sessuale e dell’omicidio come conseguenza della stessa, tesi che oggi è stata riconosciuta anche dai giudici dell’Appello bis.

La requisitoria del procuratore generale di Perugia da questo punto di vista è stata ineccepibile: “Oseghale – ha detto – nega inizialmente il rapporto sessuale, perché sa che non era un rapporto consensuale rispetto a quel patto che avevano stretto in cambio della droga. Oseghale nega perché l’omicidio è arrivato in occasione di una violenza sessuale. Pamela non era una tossica persa che Oseghale poteva controllare. Oseghale non si aspettava che volesse fare sesso solo lo stretto necessario ad avere l’eroina, voleva il balocco. Usciamo dall’equivoco che Pamela fosse una poveretta che non sapeva quello che faceva, era consapevole e proprio per questo aveva diritto a non essere una vittima, perché violenza c’è anche in un rapporto consenziente. In quella casa c’è stata violenza e in quel contesto c’è stato l’omicidio”.

L’imputato non era presente in aula, mentre c’erano i genitori della 18enne. Abbiamo raggiunto Alessandra Verni, la mamma di Pamela che certamente avrebbe preferito evitare tutto questo, ma che dice ora di sentirsi più sollevata.

Come si sente?

“Più sollevata senza dubbio, come se mi fossi tolta un grande peso”.

A carico di Oseghale è stata ora riconosciuta anche la violenza sessuale. Perché è stato così importante per voi?

“In realtà a Perugia non ci saremmo mai dovuti andare, ma nonostante ciò siamo soddisfatti per aver finalmente ottenuto giustizia. Ero certa che i giudici avrebbero accolto le richieste dell’accusa, anche se fino all’ultimo ho avuto qualche timore. Ora bisognerà attendere il responso della Cassazione, i suoi legali hanno già annunciato ricorso, ma noi siamo convinti che i giudici non potranno che confermare la sentenza. Oggi è stato accertato senza ombra di dubbio che Pamela è stata violentata, ammazzata e fatta a pezzi da questi mostri, e non ci sono più attenuanti che tengano”.

Continua a parlare al plurale, ma qui soltanto Oseghale è stato riconosciuto colpevole e condannato.

“Ma lui non era solo, questo lo sappiamo tutti e non capisco perché i suoi complici non sono stati chiamati come lui a rispondere. Ma noi non ci fermeremo. Io non avrò pace finché tutti quelli che hanno partecipato al massacro di mia figlia non saranno assicurati alla Giustizia”.

Come pensate di riuscirci? Avete in mente delle ulteriori mosse?

“Ci muoveremo sicuramente, ma per ora non posso dirle altro. Abbiamo in mente cosa fare e molto presto sarete informati anche voi. Una cosa è certa, non è finita qui, sentirete ancora a lungo parlare di me, perché come le ho detto non avrò pace finché tutti gli assassini di Pamela non staranno dietro le sbarre”.

Ieri Oseghale non era in aula al momento della lettura della sentenza. Se lo aspettava?

“Speravo ci fosse sinceramente, per poterlo guardare negli occhi mentre riceveva la notizia della condanna all’ergastolo”.

Con lui ha avuto uno scontro durante una precedente udienza. Se ieri avesse avuto modo di parlargli, cosa gli avrebbe detto?

“Gli avrei detto che non deve temere le persone che stanno fuori e che lui protegge non rivelando i nomi dei suoi complici, ma il giudizio di Dio che prima o poi arriva. E ieri finalmente per lui è arrivato”.

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