Continua il trend positivo delle elezioni politiche per il centrodestra che vince il primo turno delle elezioni amministrative. Nella gran parte dei Comuni saranno decisivi i ballottaggi, ma intanto facendo un bilancio dei sindaci già eletti, la coalizione di governo può ritenersi parzialmente soddisfatta.
Il centrodestra ha infatti conquistato quattro comuni capoluogo di provincia (Imperia, Sondrio, Treviso e Latina) contro due del centrosinistra (Teramo e Brescia).
Il 28 e 29 maggio ci saranno ballottaggi tra centrosinistra e centrodestra nei comuni di Ancona, Brindisi, Vicenza, Pisa e Siena.
Ci sono poi altri Comuni dove si sono verificate delle situazioni anomale. A Massa per esempio a sfidare il candidato del centrosinistra sarà un candidato della Lega e di Forza Italia che al primo turno non ha avuto il sostegno di Fratelli d’Italia che ha invece puntato su un altro nome.
A Terni invece non ci sarà il centrosinistra a sfidare il candidato del centrodestra, bensì un civico di centro.
In attesa di conoscere i risultati del secondo tempo, per il momento il centrodestra può gioire per la riconferma di Claudio Scajola ed Imperia e soprattutto per la riconquista di Latina, storica roccaforte della destra, dove ha trionfato Matilde Celentano che ha sconfitto il precedente sindaco Damiano Coletta. La vittoria del centrodestra è stata netta, oltre il 70% nonostante dall’altra parte il centrosinistra si fosse presentato unito con tanto di alleanza Pd-M5S. Il centrodestra vince anche a Fiumicino con l’ex ministro Mario Baccini che ha tolto la città alla sinistra.
L’opposizione per ora può consolarsi con la vittoria di Brescia, dove è stata eletta Laura Castelletti e dove non è riuscito il tentativo del centrodestra di espugnare la città arrivando almeno al ballottaggio. Qui però sono stati decisivi i voti di Azione-Italia Viva-Più Europa che hanno raccolto il 7%. Terzo polo che a Brescia porta soprattutto la firma dell’ex ministro berlusconiano Mariastella Gelmimi
Al secondo turno gli occhi saranno puntati su alcune città in particolare, come Ancona per esempio dove il centrodestra ha ottime possibilità di vincere e togliere il Comune agli avversari. A Brindisi sarà interessante vedere come andrà a finire la rottura interna al centrosinistra, con l’ex sindaco del Pd, Sinistra Italiana e Verdi che non hanno accettato l’alleanza fra Pd e M5S che ha portato ad assegnare il candidato sindaco al partito di Giuseppe Conte. Al ballottaggio andranno Giuseppe Marchionna del centrodestra e Roberto Fusco del centrosinistra. Bisognerà ora capire come si schiereranno gli esclusi, ovvero l’ex sindaco dem Riccardo Rossi la cui ricandidatura è stata sacrificata sull’altare dell’alleanza con i 5Stelle e Pasquale Luperti ai cui voti punta invece il centrodestra.
In attesa del secondo round per il momento comunque il centrodestra è in vantaggio e se si considera la vittoria delle regionali in Lombardia e Lazio dello scorso febbraio, si può sostanzialmente ritenere che il consenso intorno alla coalizione di governo resta stabile. Soprattutto è ancora Fratelli d’Italia, ovvero il partito della premier Giorgia Meloni a guidare la coalizione, visto che continua ad essere il primo partito del centrodestra ovunque, tranne a Brindisi dove primeggia Forza Italia e a Treviso e Massa dove è in testa la Lega.
In qualche modo si può affermare che continua la luna di miele fra il governo e il Paese e che nel campo dell’opposizione l’effetto Schlein ancora non si è visto. Basti pensare che a Teramo il centrosinistra ha vinto grazie al consenso personale del sindaco Gianguido D’Alberto la cui lista ha ottenuto il 15% mentre il Pd non ha raggiunto nemmeno il 10%. Il Pd è invece andato molto bene a Brescia con il 26% (dove come detto però è stato determinante l’apporto del Terzo Polo per passare il primo turno), ad Ancona e Pisa dove supera il 20%.
Va male invece il Movimento 5Stelle che può consolarsi unicamente per aver mandato al ballottaggio a Brindisi un proprio esponente in alleanza con il Pd. Il partito di Conte ha superato il 5% soltanto a Terni e appunto a Brindisi (un po’ poco per chi ha espresso il candidato sindaco). Nel resto dei Comuni resta addirittura sotto il 3%. E questo ovviamente non può che riaprire il dibattito interno al Pd fra chi vuole l’alleanza con Conte e company e chi invece guarda verso Renzi e Calenda. Se ne riparlerà dopo i ballottaggi.



