Nelle ore immediatamente successive alla morte di Silvio Berlusconi, c’era chi sui social ironizzava su una resurrezione il terzo giorno. Ovviamente la resurrezione non c’è stata, ma senza dubbio un miracolo il presidente lo ha fatto; è riuscito a ricompattare (almeno per ora) tutte le anime di Forza Italia.
Il 15 luglio infatti nel Consiglio nazionale si eleggerà il nuovo presidente che dovrà guidare il partito fino alle elezioni europee, visto che difficilmente gli azzurri decideranno di affrontare prima una sfida congressuale, considerando che dopo l’estate la campagna elettorale per l’importante appuntamento del 2024 sarà già in piena attività. I forzisti eleggeranno come traghettatore il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha richiamato tutti all’unità. E da Licia Ronzulli, indicata come capo della fronda interna, è arrivato il via libera all’elezione di Tajani e ad una gestione unitaria del partito.
Il ricordo del leader accomuna tutti, ma a fare da collante agli azzurri sono soprattutto i sondaggi che danno Forza Italia in crescita, addirittura sopra alla Lega. E’ l’effetto Berlusconi che probabilmente si protrarrà fino alle europee con l’ex Cav che seppur scomparso, continuerà ad essere il convitato di pietra in tutta la campagna elettorale, ricordato ed evocato per convincere gli elettori a votare in sua memoria la creatura politica che ha fondato e che ha continuato a guidare fino alla fine.
Sia Tajani che Ronzulli hanno anche chiuso l’incidente dell’altro giorno in Commissione Lavoro dove a causa dell’assenza degli azzurri la maggioranza non ha avuto i numeri per approvare le modifiche al DL Lavoro. Non si è trattato di un segnale al governo, spiegano dal partito, ma di un’assenza legata ad altri impegni che pare fossero stati comunicati preventivamente. Ad ogni modo la brutta figura c’è stata ugualmente, voluta o meno, e non hanno certamente contribuito ad allontare i sospetti di un agguato certe dichiarazioni di Claudio Lotito protagonista anche di un’accesa discussione con Tajani, che a leggere le cronache gli avrebbe intimato di concordare con lui certe uscite e iniziative politiche.
Dicevamo dunque della volontà degli azzurri di marciare uniti fino alle europee, volontà chiaramente espressa anche dalla Ronzulli che però non ha mancato di lanciare delle frecciate che sono sembrate indirizzate verso Marta Fascina, la quasi vedova di Berlusconi (il Cav l’ha sposata ma con una cerimonia solo simbolica) che negli ultimi mesi aveva di fatto determinato le decisioni nel partito. La Ronzulli ha infatti chiesto che sia rispettata la storia e l’impegno di tutti quelli che da anni stanno lavorando per Fi, e soprattutto che non si lascino le decisioni a chi non ha la necessaria esperienza. Nomi non ne ha fatti, ma tutti hanno letto un esplicito richiamo all’ultima compagna di Berlusconi che ora molti vorrebbero in un ruolo molto più defilato rispetto a prima. Sono soprattutto i ronzulliani, reduci da un riassestamento del partito voluto da Berlusconi ed ispirato dalla stessa Fascina che ha drasticamente ridotto il peso esercitato dalla capogruppo al Senato, a chiedere che Tajani si faccia garante dell’unità e soprattutto impedisca alla Fascina di continuare ad interferire eccessivamente nella vita di Forza Italia. Anche se il capogruppo alla Camera Paolo Barelli ha già fatto intendere che Marta avrà voce in capitolo perché è stata vicina a Silvio fino all’ultimo istante della sua vita, lo ha amorevolmente assistito nel periodo della malattia ed è stata da questi amata. Tutte circostanze che non possono essere trascurate. Quindi la Fascina non sarà estromessa, anche se probabilmente non eserciterà più il potere che ha avuto fino ad oggi.
La diretta interessata al momento resta dietro le quinte, non interviene, non rilascia dichiarazioni, ma sicuramente non si farà tanto facilmente mettere alla porta. Sarà poi fondamentale capire il ruolo che eserciterà la famiglia Berlusconi nel partito, se sarà soltanto un ruolo economico, ovvero di sostegno finanziario, o se invece i figli del Cav, Marina in primis, vorranno avere voce in capitolo anche sulle decisioni politiche.
Intanto la famiglia Berlusconi ha incassato la nomina del nuovo tesoriere Fabio Roscioli storico avvocato di Silvio che sarà probabilmente il punto di congiunzione economico e finanziario fra Forza Italia e appunto la famiglia. E sarà fra la famiglia e le aziende che si deciderà il nome che dovrà succedere a B. in Parlamento candidandosi in autunno alle suppletive nel collegio di Monza (in pole resta Adriano Galliani).
Una cosa è certa, almeno per il momento non ci sarà il paventato fuggi fuggi che molti temevano, e auspicavano, con la scomparsa di Berlusconi e l’impossibilità per le varie anime di ritrovarsi intorno ad un nome condiviso. Quello di Tajani sembra invece aver unito tutti, trattandosi del collaboratore più fidato di Berlusconi, al suo fianco dagli esordi del 1994 e verso il quale il Cav ha sempre mantenuto intatta la fiducia: e visti i tanti pseudo eredi creati, sostenuti e poi rinnegati (da Alfano a Toti), il fatto che Tajani sia sempre rimasto nel cuore di Silvio non può non avere il suo peso, in un partito che per ora sembra deciso a sfruttare il più possibile la carica emozional-elettorale che la perdita di B. ha provocato.



