Le riparazioni estive tra “sudate carte” e salasso economico

sabato, 12 Agosto 2023
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C’è chi si gode le meritate vacanze al mare e chi, invece, le passa a casa a sudare sui libri per le ripetizioni estive in vista degli esami di riparazione, che la scuola delle modernità oggi definisce “recupero del debito formativo”.  

Così, al danno morale si aggiunge quello economico poiché le insufficienze in pagella costano caro con un conseguente giro di affari. Lo hanno già provato sulla propria pelle gli studenti delle superiori che sono stati costretti a recuperare le lacune attraverso gli esami di riparazione, che si svolgeranno entro l’8 settembre, il 18% del totale secondo il ministero dell’Istruzione. La maggioranza dei rimandati sarà quindi costretta a ricorrere alle ripetizioni private, in aggiunta o in sostituzione dei corsi di recupero che le scuole sono tenute a organizzare ma che non sempre riescono a offrire. Questa è il dato saliente di una rilevazione condotta dal sito ripetizioni.it, piattaforma italiana di riferimento per le lezioni private online e in presenza, su un campione di 1.500 alunni delle classi dal primo al quarto superiore, ovvero quelli su cui grava lo spettro del “debito”.

Tra coloro che hanno ricevuto un giudizio sospeso in una o più materie, 7 su 10, pur avendo a disposizione i corsi scolastici, hanno infatti voluto potenziare la loro preparazione facendosi affiancare da un docente privato anche perché i corsi di recupero spesso non sono tenuti dall’insegnante titolare, cioè colui che dovrà valutare il recupero della lacuna e che predisporrà la prova scritta da sostenere prima del rientro a scuola. Forse per questo il giudizio sull’efficacia dei corsi scolastici non è molto lusinghiero: solo 1 su 4 li ha reputati utili.

Poi ci sono coloro che non hanno potuto concedersi questa doppia opportunità, visto che la propria scuola non è riuscita ad allestire dei corsi di recupero. Non sono pochi. A rimanere scoperti sono stati quasi 3 studenti su 10: per il 12% le aule d’istituto non hanno più riaperto dopo il termine delle lezioni di inizio giugno, per il 16% non è stato attivato il corso nella materia da recuperare. Così, anche tra questi, una quota consistente si è voluta affidare alla formazione complementare a pagamento.

Inoltre, in entrambi i casi, per evitare brutte sorprese la missione è partita con largo anticipo. La fetta più ampia, circa 4 studenti su 10, ha iniziato a prendere lezioni private subito dopo l’uscita delle pagelle. Molti altri, più o meno un altro terzo, ha ripreso in mano libri e quaderni al principio di luglio. La parte restante ha deciso di rinviare la pratica al mese di agosto, forse sperando che ripassando a ridosso della prova i concetti la preparazione sia più efficace.

Anche per coloro che hanno già alle spalle ore di lezione, le fatiche continueranno. Sono ben 2 su 3 quelli che prevedono di dover studiare anche nelle prossime settimane, nel periodo tradizionalmente deputato alla villeggiatura estiva: il 50% proseguirà limitandosi a un po’ di ripasso individuale, ma il 17% insisterà con le ripetizioni. In questo caso, vengono in loro aiuto le modalità di studio da remoto grazie alle nuove tecnologie. Basti pensare che, tra chi svolge lezioni private estive, circa 1 su 4 ha sfruttato i collegamenti web per parlare con il docente: complessivamente l’11% li ha associati ad alcune lezioni in presenza, mentre il 14% ha usato il mezzo online in via esclusiva.

Una mole così imponente di ripetizioni, poi, non poteva che generare un ingente esborso per i bilanci delle famiglie. Lo confermano gli stessi studenti: chiedendo loro di fare una stima di quanto alla fine avranno speso in lezioni private per avere più chance di recuperare il debito, si arriva a una media di 340 euro. Un conto salato a cui si aggiunge quanto sborsato da chi ha già fatto ricorso alle ripetizioni private durante l’anno scolastico. Secondo una rilevazione simile svolta a fine maggio sempre da ripetizioni.it, la spesa media in questo caso si è aggirata attorno ai 400 euro.

Ovviamente, a seconda del numero di debiti e delle lacune da colmare, la spesa individuale può cambiare di molto. Così, se da un lato c’è chi se la potrebbe cavare con una spesa di meno di 100 euro totali (23%) o con una quota oscillante tra i 100 e i 200 euro (un altro 23%), dall’altro c’è anche chi potrebbe sfondare il tetto dei 500 euro (è quasi 1 su 4).

Ciò che rimane comune nel tempo per tutti sono le materie che mettono maggiormente in difficoltà le ragazze e i ragazzi. La matematica si conferma la bestia nera degli studenti delle superiori: dovranno passare per la verifica di fine agosto in questa disciplina quasi 4 “rimandati” su 10. A seguire, ma è una questione che riguarda solo gli alunni dei licei, le lingue classiche (Latino e Greco), che attendono al varco circa 3 studenti su 10. A completare il podio, praticamente con gli stessi numeri, le altre Scienze (Fisica, Chimica, Biologia, ecc.): le dovrà affrontare il 27% degli insufficienti di giugno. Poco sotto l’Italiano, l’incubo per il 15% del campione.

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