Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha detto di non essere “sorpreso” dalla notizia che Prigozhin, il capo del gruppo mercenario Wagner, sia morto in un incidente aereo in Russia. “Non so per certo cosa sia successo, ma non mi sorprende. Non ci sono molte cose che accadono in Russia che non abbiano dietro la mano di Putin. Però non ne so abbastanza per avere una risposta”.
La dichiarazione di Biden dimostra chiaramente l’imbarazzo dell’Occidente nella vicenda dell’attentato all’areo su cui viaggiava Prigozhin, autore del fallito golpe ai danni di Mosca. Perché non si tratta di uno dei tanti oppositori di Putin che secondo la propaganda occidentale sarebbero stati uccisi e fatti sparire in quanto scomodi per il regime; si tratta di colui che fino a non molto tempo fa veniva definito il macellaio dell’Ucraina a capo di una struttura para militare specializzata nel cosiddetto “gioco sporco”. Come ha spiegato il giornalista Toni Capuozzo in un’intervista rilasciata a questo giornale (LEGGI QUI), il tentato golpe della Wagner non era mirato a mettere fine alla guerra in Ucraina, ma ad ottenere l’effetto esattamente opposto, ovvero sferrare il colpo finale contro Kiev e regolare una volta per tutte i conti con l’Occidente, anche con il ricorso se necessario all’opzione nucleare. L’accusa di Prigozhin a Putin è stata sempre quella di essere troppo morbido nei confronti dell’Ucraina e di non avere abbastanza coraggio decisionale.
C’è poco da fare; Putin, volenti o nolenti, ad oggi resta l’unico leader russo che può costituire una garanzia di stabilità e di non inasprimento del conflitto; una sua eventuale uscita di scena rappresenterebbe per la Russia un pericoloso salto nel buio visto che non sappiamo chi potrà succedergli. Prigozhin con il tentato golpe dei mesi scorsi ha paradossalmente rafforzato Putin agli occhi del mondo, visto che un eventuale successo dell’operazione avrebbe probabilmente aggravato la situazione internazionale. Nemmeno gli americani potevano sperare in una presa del potere da parte della Wagner, con il rischio di mettere nelle mani di Prigozhin l’arsenale nucleare di Mosca.
Da qui quindi le timidi dichiarazioni di Biden consapevole di non poter trasformare l’ex capo della Wagner in un martire del regime putiniano, per giunta a poche ore dal video girato in Africa in cui lo stesso incitava a combattere per estendere la potenza della “madre Russia” nel mondo. Ora bisognerà vedere come reagiranno i miliziani della Wagner fedeli al loro comandante che hanno definito “traditori della Russia” gli autori dell’ attentato all’aereo su cui viaggiava.
Di certo Putin si è liberato di una figura ingombrante e pericolosa, rafforzando il suo potere e la sua autorità agli occhi del suo popolo e del mondo, mentre l’Occidente continua a navigare nel buio non riuscendo a trovare alcuna via di uscita al conflitto in Ucraina, né sul piano militare (la tanto sbandierata controffensiva di Kiev) nè tantomeno sul piano diplomatico.



