Al maestro Michelangelo Pistoletto il premio leopardiano “la Ginestra”

sabato, 2 Settembre 2023
2 minuti di lettura
giacomo leopardi
Michelangelo Pistoletto (Artist, Painter, and Art Theorist, Italy)

E’ Michelangelo Pistoletto, pittore, scultore e protagonista della corrente dell’arte povera, il vincitore della sedicesima edizione del premio letterario nazionale leopardiano “la Ginestra”, assegnato a personalità che si siano distinte nell’analisi, nell’approfondimento, nella divulgazione del pensiero e dell’opera di Giacomo. Il premio intende anche celebrare la figura di Leopardi e i luoghi che in Campania sono stati amati dal grande poeta recanatese.

La cerimonia di premiazione è in programma il prossimo 13 settembre nella settecentesca Villa delle Ginestre, a Torre del Greco, dove Leopardi, ormai ammalato, dimorò per circa due anni, ospite del suo amico Antonio Ranieri nella speranza che l’aria salubre del posto, tra il Vesuvio e il mare, potesse dargli sollievo. Qui Leopardi compose “La Ginestra” e “Il tramonto della luna”.

Il comitato scientifico, composto da accademici, giornalisti e imprenditori, presieduto da Matteo Lorito, rettore dell’Università Federico II di Napoli, ha inteso premiare il maestro Pistoletto, autore della celebre Venere degli stracci, perché «in un lungo percorso cha va dal Dopoguerra ad oggi, ha trasformato in arte i mutamenti accaduti nella psicologia individuale e nell’immaginario collettivo. Il premio “la Ginestra” riconosce il significato di una straordinaria avventura estetica, che prova a rifondare vita e comunità in mezzo alle lacerazioni della nostra storia».

Nutritosi della pop-art, Pistoletto si è confrontato con i miti d’oggi e ne ha fatto rappresentazione. I frammenti fotografici, travasati su lastre di metallo riflettente, diventano il luogo di un’esperienza mentale, in cui tutti gli osservatori sono implicati. Chi guarda, altera continuamente la forma della rappresentazione, al punto che l’immagine che riflessa nello specchio non esisteva un momento prima di quel momento e non esiste più un istante dopo.

Per il comitato scientifico «l’idea stessa di bello subisce nei lavori di Pistoletto una trasformazione profonda, che la collega all’immaginario di tempi altri. Proprio la Venere degli stracci, l’opera ripresa nel corso degli anni fino alla recente disavventura di Piazza Municipio (fu data alle fiamme, nda), costituisce, nella sua ideazione, la testimonianza esemplare della perdita di un’antica sacralità. Stracci variopinti si contrappongono e coesistono con un busto antico. La prosa della vita si intreccia con l’idea classica del bello e la contamina per sempre, Pistoletto cerca una sintesi, estetica e sociale, che crei un equilibrio rinnovato tra artificio e natura: come la Mela rigenerata, disegnata da lui nel 2007, in cui la mela morsicata, emblema della Apple e simbolo massimo della tecnica, ritrova la forma di una nuova sintesi tra bisogni e esperienze separate».

Ed ecco dunque l’incrocio con il grande poeta recanatese. «Alla maniera di Leopardi, Pistoletto potrebbe ripetere che, “come la massima parte delle cose e verità che crediamo assolute, il bello è relativo” e “non ne abbiamo (come del buono) un’idea assoluta, ma ce la formiamo con l’assuefazione, il confronto, l’esperienza, con lo sviluppo dei nostri organi sensoriali più o meno delicati”. Parole e categorie care a Leopardi, come infinito e bello, trovano nelle opere di Pistoletto una reinvenzione originale e feconda».

Il premio è annualmente organizzato, a settembre, dal Rotary Club Torre del Greco-Comuni Vesuviani, in collaborazione con la Fondazione Ville Vesuviane e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Tra i più noti vincitori del premio il Mario Martone (2011), Aldo Masullo (2016), Massimo Cacciari (2018), Roberto Vecchioni (2019).

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.