Cinque classi su cento hanno più di 27 studenti perché il calo demografico si fa sentire soprattutto nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, con una riduzione di oltre 105mila studenti, ma resta ancora evidente il fenomeno del sovraffollamento. Sulle certificazioni nessun passo in avanti, ne resta priva circa la metà dei plessi scolastici, nell’ultimo anno scolastico ci sono stati ben 61 episodi di crolli, un crescendo di casi rispetto all’ultimo quinquennio. Docenti e dirigenti segnalano inoltre infiltrazioni di acqua e distacchi in un terzo delle scuole e addirittura crepe in un quarto dei casi. Benvenuti nella scuola che ha da poco riaperto le porte a circa 7 milioni di studenti. Sono alcuni dei dati salienti contenuti nel XXI Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato a Bologna nell’ambito della VIII edizione del Festival della Partecipazione di Cittadinanzattiva, che per la prima volta ha presentato anche i dati di un monitoraggio pilota svolto in 18 sedi universitarie di Bologna, Cagliari, Napoli e Roma.
Situazione. Gli edifici scolastici italiani attivi sono 40mila e, nell’anno scolastico 2022-23, hanno accolto poco più di 7 milioni di studenti, dei quali 795mila senza cittadinanza italiana. Sono in aumento gli alunni con disabilità (290mila) rispetto all’anno precedente eppure due scuole su tre hanno ancora barriere architettoniche; soltanto il 17% ha segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre l’1,5% ha mappe a rilievo e percorsi tattili. Nonostante la denatalità abbia avuto un forte impatto già nel 2022-2023 facendo registrare complessivamente 121mila studenti in meno rispetto all’anno precedente, soprattutto tra i 3 e i 14 anni (-105.154) permane il fenomeno delle classi sovraffollate: in media più di una su cento, ma fino a cinque classi su cento nelle scuole superiori accolgono un numero di studenti superiore a 27. Sono state chiuse 115 scuole nell’anno scolastico appena trascorso a seguito dell’accorpamento degli istituti.
Manutenzione. Gli edifici costruiti prima del 1976 sono il 47% e l’11% circa è progettato secondo la normativa antisismica, solo sul 3% sono stati effettuati interventi di adeguamento e miglioramento sismici. In aumento però il numero di edifici progettati secondo la normativa antisismica. Circa il 58% è privo del certificato di agibilità, il 55% di quello di prevenzione incendi, il 41% del collaudo statico. Un terzo dei 588 docenti e dirigenti intervistati da Cittadinanzattiva ha segnalato situazioni di inadeguatezza rispetto alla sicurezza della propria scuola, uno su cinque dichiara di non averlo fatto (21%) oppure che alla segnalazione non è seguito un intervento di sistemazione (12%). Gran parte degli edifici presenta a loro dire tracce di umidità (42%) e infiltrazioni di acqua (33%), insieme a distacchi di intonaco (36%) e addirittura crepe (23%). A causa del Covid numerosi spazi sono stati sacrificati, per aumentare il numero di aule, e ancora oggi non tutti sono stati ripristinati: in particolare, non risultano ancora riutilizzabili laboratori (57%), aule multiuso (46%), biblioteche (36%), refettori (19%). Riguardo alle attività di prevenzione, ben l’85% dichiara di aver partecipato a prove di emergenza nella propria scuola, che hanno riguardato in prevalenza il rischio sismico e l’incendio (70%), poche quelli effettuate sul rischio alluvione e vulcanico (rispettivamente 2,6% e 1,4%).
Crolli. Tra settembre 2022 e agosto 2023 Cittadinanzattiva ne ha registrato 61, numero mai raggiunto in questi ultimi 6 anni, di cui 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (39%), 23 nel Nord (38%), 14 nelle regioni del Centro (23%): 9 in Lombardia, 5 in Piemonte, 3 in Liguria e in Emilia Romagna, 2 in Veneto, 1 in Friuli Venezia Giulia; 8 in Campania, 7 in Sicilia, 5 in Sardegna, 1 in Puglia, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Umbria; 8 nel Lazio, 5 in Toscana. L’ultimo episodio, che ha tristemente inaugurato il nuovo anno, è quello avvenuto all’Istituto Professionale Marconi di San Giovanni Valdarno dove lo scorso 14 settembre è crollato il solaio e controsoffitto da un’aula. Tali eventi hanno provocato il ferimento di sei studenti, un’insegnante, una collaboratrice scolastica, oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica, provocando ingenti disagi e paura agli studenti e alle loro famiglie. Si è trattato fortunatamente di crolli avvenuti di notte, nel fine settimana o in periodi di chiusura delle scuole per le festività. Le cause sono in gran parte da ravvisare nella vetustà degli edifici e dei materiali con cui sono stati costruiti, nell’assenza o carenza di manutenzione, nella riduzione degli investimenti relativi a indagini e interventi su controsoffitti, solai, tetti, nella mancanza di tempestività nell’intervenire.
Anagrafe edilizia e Pnrr. Cittadinanzattiva chiede che si provveda a effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte degli enti locali per prevenire il ripetersi incontrollato degli episodi di crolli strutturali. E’ indispensabile, sostiene l’associazione, l’aggiornamento frequente dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica e l’integrazione nella stessa delle informazioni sugli asili nido, mentre è urgente riprendere gli incontri periodici dell’Osservatorio nazionale sull’edilizia scolastica perché eserciti il suo ruolo di indirizzo e coordinamento sia in relazione al Pnrr che alla programmazione triennale ordinaria, che nella diffusione della cultura della sicurezza. Sempre secondo le osservazioni dell’associazione il Pnrr porterà benefici a patto che ci sia un reale coinvolgimento dei cittadini e delle comunità nel percorso di attuazione, anche per la sicurezza delle scuole. Tuttavia alcuni progetti previsti per la messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole rischiano di saltare dopo la rimodulazione del Piano annunciata a luglio.



