Allarme scabbia nel carcere minorile, Polizia Penitenziaria sempre più a rischio

lunedì, 13 Novembre 2023
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La situazione nelle carceri italiane si fa sempre più critica ed esplosiva, con gravi conseguenze non soltanto per la sicurezza dei detenuti, ma anche e soprattutto degli agenti della Polizia Penitenziaria che sono quotidianamente a contatto con chi si trova recluso per scontare una pena.

Negli ultimi giorni si è verificato un fatto molto grave presso il penitenziario per minorenni di Roma a Casal del Marmo, dove si è manifestata un’emergenza di carattere sanitario legata ad un presunto contagio di scabbia. Un’agente impiegata presso la sezione femminile, si sarebbe contagiata a contatto con alcune detenute. Fatto questo che ha messo in allarme il personale addetto alla sicurezza che chiede di attivare adeguate misure di prevenzione e protezione.

Il 6 novembre scorso, il segretario nazionale della Federazione Sindacati autonomi- Cooordinamento nazionale della Polizia penitenziaria Giuseppe Merola ha inviato una lettera alla direttrice dell’Istituto penale in cui si legge:

“Egregia Direttrice,
la scrivente Segreteria Generale è venuta a conoscenza che, presso l’Istituto da Ella diretto, si stanno presumibilmente registrando casi di malattia infettiva ‘scabbia’, tra la popolazione detenuta ivi presente. Pertanto, a salvaguardia di tutta la comunità penitenziaria, nell’interesse del personale che rappresentiamo, esautorando futili allarmismi, chiediamo l’attivazione di utili misure preventive e la dotazione di dispositivi di protezione, in aderenza alle indicazioni che saranno partecipate dagli organismi competenti e alle raccomandazioni delle varie agenzie sanitarie, specie per i poliziotti penitenziari che, in virtù dell’impiego in attività di vigilanza ed osservazione, entrano a contatto con i soggetti interessati”.

A questa lettera ne ha fatta seguito una seconda l’8 novembre, sempre a firma di Merola e indirizzata alla direttrice dell’Istituto:

“Egregia Direttrice, facendo seguito alla precorsa corrispondenza epistolare di questa Organizzazione Sindacale, in merito alla giuste preoccupazioni partecipate ad alcuni presunti ‘casi di scabbia’ tra la popolazione detenuta, nell’apprezzare le scrupolose attività di disinfestazione poste in essere, con la presente Le chiedo una maggiore intensificazione di qualsivoglia utile protocollo di prevenzione/profilassi a favore di tutta la comunità penitenziaria, nel rispetto delle indicazioni che le agenzie sanitarie competenti vorranno determinare, al fine di esautorare eventuali diffusioni collettive. Tanto, in considerazione di un ‘possibile caso epidemiologico’, in via di approfondimento, a carico di una poliziotta penitenziaria costà in servizio. Tuttavia, appare altresì di tautologica evidenzia, un reparto detentivo maschile è ancora strutturalmente ubicato al di sopra di quello femminile (in genesi trattasi di sistemazione provvisoria per lavori, ma a tutt’oggi non risulta ancora una risoluzione ragionevole); per cui tale condizione – per oggettive caratteristiche morfologiche – oltre a creare varie problematiche gestionali tra l’utenza maschile e quella femminile, presenta anche precarie condizioni igienico-sanitarie che, in questa fase delicata, sicuramente non giova a quanto sopra esposto”.

Sulla problematica sanitaria in questione si sono mosse anche altre sigle sindacali, evidenziando come la situazione desti grande preoccupazione e debba essere affrontata con incisività. A peggiorare le cose c’è stato poi un incendio nel reparto maschile ubicato proprio sopra la sezione femminile. Alcuni agenti sono finiti in ospedale e le strutture hanno subito danni rilevanti.

Purtroppo la Polizia Penitenziaria è spesso dimenticata, nonostante svolga un lavoro molto rischioso che soltanto in casi particolari, e spesso drammatici, viene conosciuto dall’esterno. Si tratta di un settore della Polizia di Stato che vive da anni in emergenza poiché, ad un sovraffollamento carcerario sempre più evidente, fa da contraltare una carenza di personale. Questo comporta grandi problemi, soprattutto se si considera che sono sempre più frequenti le rivolte dei detenuti, spesso culminate proprio con il ferimento degli agenti, anche in modo molto grave. Per non parlare dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici che possono diventare molto violenti e tocca proprio ai poliziotti tenere a bada. Tutte situazioni che richiedono interventi efficaci, perché se è vero che il carcere è l’altra faccia della società e deve favorire la riabilitazione di chi è chiamato a scontare la pena, il ruolo degli operatori della sicurezza non può che essere considerato strategico e quindi da valorizzare. E spiace che troppo spesso da più parti si chieda di intervenire sul problema delle carceri accendendo i riflettori unicamente sulle condizioni dei reclusi (il che è giusto, ci mancherebbe altro), e poco o niente su quelle della Polizia penitenziaria.

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