Francia, vite schiacciate. Una legge riabilita i condannati per omosessualità

lunedì, 27 Novembre 2023
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Il Senato francese ha adottato all’unanimità un disegno di legge che riconosce le ”responsabilità” dello Stato per le condanne per omosessualità, avvenute tra il 1945 e il 1982, sulla base di vecchie leggi discriminanti.
Una norma simbolica per rimediare ad errori commessi in passato e “riabilitare” migliaia di vittime.

Promotore della legge è il senatore del Partito Socialista Hussein Bourgi vicepresidente della “Rete di supporto alle vittime di aggressione e discriminazione”, con l’appoggio ”di principio” del ministro della Giustizia, Éric Dupond-Moretti e il sostegno di ambientalisti, comunisti, senatori radicali e centristi e da Les Républicains (LR).
Il disegno di legge presentava anche un articolo che prevedeva una riparazione finanziaria ma non è passato.

Migliaia di persone sono state condannate per omosessualità in Francia fino al 1982.
La vecchia legge, apparsa nel codice penale nel 1942, si basava su due articoli: il primo stabiliva una specifica età per il consenso alle relazioni omosessuali, significativamente più alta rispetto a quelle eterosessuali, e l’altro considerava le relazioni omosessuali come un’aggravante in casi di “pubblica indignazione”.

Questo permetteva alle forze dell’ordine di effettuare arresti arbitrari, persecuzioni e pene più severe. Le vittime subivano umiliazioni pubbliche e privazioni dei loro diritti fondamentali. Molto spesso i giudici ricorsero ad articoli di ogni genere per reprimere l’omosessualità e molte persone furono condannate per “indecenza morale” o “istigazione di minori alla dissolutezza”.

“Questi articoli hanno avuto ripercussioni molto più gravi di quanto si possa immaginare”, ha dichiarato Bourgi. “Hanno schiacciato tante persone, alcune delle quali hanno perso il lavoro o hanno dovuto lasciare la loro città”.
Una repressione che provocò danni irreparabili alla loro reputazione, carriera e vita personale. Un terzo dei condannati erano sposati e un quarto aveva figli.
Il senatore Hussein Bourgi ha preso l’iniziativa dopo aver letto la serie “Gli anni clandestini”, pubblicata da Le Monde nell’agosto 2022, a quarant’anni dall’abrogazione del “reato di omosessualità”.

Altri paesi europei hanno già affrontato la questione. Leggi simili sono già in vigore nel Regno Unito, Spagna e Germania e in Austria una norma simile dovrebbe entrare in vigore nel febbraio 2024.
Nel 2017 la Germania ha riabilitato e risarcito circa 50mila uomini condannati per omosessualità sulla base di una legge di epoca nazista rimasta in vigore a lungo dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Drammatiche e commoventi le testimonianze di persone ormai mature.

Ha 81 anni oggi Bernard. Una condanna, poco più che ventenne, gli sconvolse la vita. Subì anche la pubblicazione della sentenza sul giornale locale. “Mio Dio, quando mio padre e la mia famiglia leggeranno questo…’” pensò “Portavamo sulle spalle un difetto, il peso di una società che ci considerava malati, delinquenti”.

Michel fu arrestato durante un raid delle forze dell’ordine in un gay bar. “Era un locale privato con filtro all’ingresso, ma la polizia fece irruzione e ci portò via in manette, accusandoci di atti osceni in luogo pubblico”.
“L’omofobia di Stato – ha ricordato Michel – significava inseguire gli omosessuali ovunque”.

Non esistono dati affidabili sulle condanne per omosessualità in Francia. Secondo uno studio dell’École des hautes études en sciences sociales (Ehess) sono state pronunciate almeno diecimila condanne tra il 1945 e il 1982.
Nel 90% dei casi è stata inflitta una pena detentiva.
Seppur a distanza di decenni, questa legge rappresenta una piccola vittoria. Tuttavia, molte persone potrebbero decidere di non farsi avanti, per non riportare a galla un passato doloroso e il ricordo di una condanna ingiusta e crudele.

Sofia Barilari

 

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